Uscire da questo “corto circuito istituzionale” rispettando l’esito del voto.

Uscire da questo “corto circuito istituzionale” rispettando l’esito del voto.

In questi giorni ho avuto la sensazione che la politica si fosse “autosospesa”. In molti mi hanno chiesto quale fosse il destino del Governo dell’Italia, e a denti stretti ho provato a spiegare un processo che lascia, per prima me stessa, un po’ perplessi.
È vero che il risultato elettorale ha prodotto un “corto circuito istituzionale” ma forse nessuno avrebbe immaginato, Beppe Grillo a parte, di ritrovarci con Monti ancora, di nuovo, Premier.
Sono fiera della presa di posizione di Bersani che ha detto no al Governissimo col PDL e che abbia aperto al 5Stelle per proporre un Governo di cambiamento. Ma “l’infantilismo rivoluzionario” può accecare anche le menti lucide e mi pare che adesso siamo in un vicolo cieco dal quale tutto sommato non è impossibile trovare la via d’uscita.
La scelta del Presidente Napolitano, di affidarci a 10 saggi, da un lato lascia l’amaro in bocca, perché sancisce l’impossibilità di uscire dallo stallo politico in cui l’esito del voto ci ha portato, dall’altro tiene in vita la speranza che si possa trovare al più presto la soluzione per dare agli italiani quello che hanno chiesto con il voto: cambiamento per più moralità e giustizia sociale.

 

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