Sicilia, Culotta (Pd): una proposta di legge per agevolazioni ai siciliani per viaggi da e per l’Isola

Sicilia, Culotta (Pd): una proposta di legge per agevolazioni ai siciliani per viaggi da e per l’Isola

La continuità territoriale del trasporto aereo, marittimo e terrestre della Sicilia. È l’oggetto della proposta di legge presentata, nei giorni scorsi alla Camera, da Magda Culotta, deputata del Pd e sindaco di Pollina, per migliorare la mobilità da e verso la Sicilia.

“La continuità territoriale per la Sicilia – si legge nel testo – torna ad essere oggetto di dibattito solo nei casi di gravi disservizi come il caro prezzi dei biglietti aerei in particolari periodi dell’anno e alla luce delle ultime vicende di alcune compagnie di volo low cost che hanno coinvolto migliaia di passeggeri causando disservizi”. La proposta di legge, che si accosta al provvedimento di continuità territoriale di cui già usufruiscono in Sardegna, focalizza l’attenzione sullo svantaggio geografico e strutturale della Sicilia, stabilendo il principio che “laddove il cittadino sia in una condizione permanente e oggettiva difficoltà a spostarsi da e verso la Sicilia, – si legge nel documento – sia lo Stato a garantire il diritto alla mobilità come per tutti gli altri cittadini italiani”. La deputata siciliana fa inoltre riferimento alle risorse economiche per affrontare l’impegno, riferendosi alla legge di Stabilità 2016 che ha attribuito alla Regione Sicilia 20 milioni di euro per il 2016 per i collegamenti aerei da e per la Sicilia, a favore del diritto alla mobilità insulare anche per i passeggeri non residenti, a cui si aggiungono ulteriori 20 milioni di euro per l’anno 2018. Le agevolazioni riguarderanno, come stabilito nella proposta di legge, i cittadini nati o residenti in Sicilia, i giovani fino ai 21 anni d’età e gli studenti fino ai 27 anni d’età, i disabili e gli anziani oltre i 70 anni.

Accordo per trasformare le case cantoniere in strutture turistiche

Accordo per trasformare le case cantoniere in strutture turistiche

ANAS: AL VIA PROGETTO PILOTA PER VALORIZZAZIONE CASE CANTONIERE

Testo in formato di trasmissione sottoscritto accordo con Mit, Mibact e Demanio

Roma, 16 dic. (AdnKronos) – Da Saint Rhemy en Bosses ad Altamura, da Ponte di Legno a Matera: trenta storiche case cantoniere dell’Anas, situate su circuiti culturali-turistici apriranno le proprie porte ai viaggiatori trasformandosi in ostelli, pensioni e punti di ristorazione con le specialità enogastronomiche delle diverse aree regionali italiane. È questo l’obiettivo del progetto pilota varato oggi con la firma dell’accordo per la riqualificazione e il riuso di beni pubblici, proprio a partire dalla case cantoniere, A sottoscriverlo, il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, e dal direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi.

Il progetto di valorizzazione parte, dunque, con un primo ‘pacchetto’ di 30 case cantoniere individuate su tutto il territorio nazionale. Si tratta di immobili di particolare interesse presenti in prossimità di specifiche reti e circuiti culturali, turistici d di mobilità quali i percorsi turistici dell’Alta Lombardia, la via Francigena e il tracciato dell’Appia Antica, il Cmamino di San Francesco La Verna-Assisi e il Cammino di San Domenico. In questo progetto, l’Anas, ha spiegato Armani, si farà carico della ristrutturazione dell’immobile, prevedendo una spesa di circa 200 mila euro per ciascuna unità, e definirà lo standard di servizi che dovranno essere resi disponibili in modo tale da garantire la massima uniformità all’intera rete. Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno prossimo e subito dopo partiranno i relativi bandi.

Nei prossimi mesi saranno, quindi, definiti i piani di utilizzo (turismo, cultura, accoglienza, ristorazione, ospitalità) delle case cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attivitA di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità. per la gestione delle case cantoniere si guarda a giovani imprenditori selezionati sulla base della capacità e dei progetti presentati.Su tutto il territorio nazionale, l’Anas possiede 1.244 case cantoniere, di cui 607 sono utilizzate a vario titolo, uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio) di cui il 35% indisponibile per la valorizzazione perchè sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico.

Il progetto pilota sara’ pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi. “Bisogna valorizzare la bellezza italiana che e’ dappertutto, non soltanto nelle grandi Capitali dell’arte, e valorizzare tutte quelle forme di turismo colto, intelligente e sostenibile che portano ricchezza, con persone che vengono in Italia perche’ vogliono la qualita'”, ha detto il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, intervenuto nella ex sala operativa nazionale dell’Anas di via Portuense, a Roma, per la firma del protocollo. “Le Case cantoniere sono un patrimonio straordinario- ha aggiunto- sono piu’ di mille e appartengono ai nostri ricordi, sono un formidabile marchio italiano, un brand che diventera’ conosciuto nel mondo”.
Tema centrale dell’iniziativa, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, “e’ il paradigma della politica di cura e manutenzione del territorio, decisiva per fare recuperare al Paese pezzi di economia. Dobbiamo fare in modo che dopo questi primi 30 progetti, si arrivi presto a qualche centinaio, perche’ solo cosi’ nel mondo si potra’ raccontare quello che l’Italia sta facendo”. Insieme a Franceschini eDelrio, a siglare l’intesa per la valorizzazione delle Case cantoniere, anche il presidente di Anas Spa, Gianni Vittorio Armani, e il direttore generale dell’agenzia del Demanio, Roberto Reggi.

Pizzo: «La bretella della A19 apre a metà novembre»

Pizzo: «La bretella della A19 apre a metà novembre»

Bretella ‪#‎A19‬ ‪#‎sicilia‬ lavori con il ritmo giusto.
Apertura come da previsto a metà novembre

Giovanni Pizzo, il tecnico di area Udc, assessore regionale ai Lavori pubblici ha fatto il punto ieri in conferenza stampa su infrastrutture, mobilità e trasporti.Per rimettere in sesto il sistema infrastrutturale siciliano (strade, autostrade, porti, aeroporti) servono poco più di 28 miliardi di euro. La Regione siciliana arriva solo a 4,9 miliardi di risorse disponibili e dunque restano da trovare23,217 miliardi. I tecnici del Dipartimento hanno effettuato un’accurata analisi nella speranza che l’intero documento possa essere contenuto nel masterplan per il Sud che il governo Renzi ha annunciato e che dovrebbe varare.

Pizzo annuncia: «Per quanto riguarda la viabilità ferroviaria, la Palermo-Catania riprenderà tra l’uno ed il due novembre, la Palermo-Agrigento il prossimo 26 ottobre. Notevoli i danni riportati a causa del maltempo sulle ferrovie. «Sulla Palermo-Agrigento i binari sono stati translati di 15-20 metri – ricorda Pizzo – mentre sulla Palermo-Catania sono stati scavati da sotto per un arco di circa 300 metri. La bretella della A19 è in ritardo di soli tre giorni sul crono-programma. Entro la metà di novembre la potremo aprire».

Tra un’emergenza ed un’altra Pizzo è stato anche colui che più di altri ha creduto al rilancio del treno in Sicilia: «Avremo un investimento di 200 milioni di euro di treni nuovi, inserito all’interno del contratto di servizio con le ferrovie, di cui 150 investiti dalla Regione e 40 da Trenitalia. Un terzo dei 150 milioni sono già in gara che dovrebbe essere aggiudicata entro novembre», mentre sulla legge impugnata che regola gli appalti, subito precisa: «Abbiamo predisposto insieme con Palazzo Chigi un emendamento tecnico che avrà presto l’apprezzamento della giunta. Il nuovo calcolo tende a riportare tutto nelle medie nazionali di ribasso che sono tra il 17 ed il 23 per cento. Tendiamo a dei ribassi che consentano il completamento dell’opera e il mantenimento dell’impianto economico dell’impresa edilizia».

Palermo-Catania in treno. “Viaggio in meno di tre ore”

Palermo-Catania in treno. “Viaggio in meno di tre ore”

fonte: La Repubblica.it

In funzione il Minuetto per garantire i collegamenti con la chiusura a Scillato dell’autostrada. Crocetta sollecita lo stato d’emergenza al governo.

Nuovi collegamenti con il treno Minuetto da Palermo a Catania, dopo la chiusura dell’autostrada A19 a causa di una frana. Il primo treno è partito dalla stazione centrale di Palermo con a bordo i giornalisti, il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, il presidente di Rfi Dario Lo Bosco, il direttore divisione trasporto passeggeri regionale Orazio Iacono e i sindaci di Palermo, Leoluca Orlando, di Catania Enzo Bianco e di Termini Imerese, Salvatore Burrafato. Oltre all’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pizzo. Dal prossimo 3 maggio il Minuetto collegherà in meno di 3 ore Palermo al capoluogo etneo. Sono quattordici i collegamenti giornalieri previsti sono 14, sette all’andata e sette al ritorno e il costo del biglietto è di 12, 50 euro. “Stiamo lavorando sul contratto di servizio con Trenitalia”, ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta conversando coni giornalisti prima di partire per il viaggio inaugurale del treno Minuetto di Trenitalia, che collega Palermo a Catania.
“E’ chiaro che difendiamo gli interessi pubblici – ha aggiunto – il contratto di servizio va collegato al miglioramento della rete dei servizi e della rete altrimenti rischiamo di far cose che non hanno senso”. “Oggi pomeriggio parteciperò ad un Consiglio dei ministri su alcune questioni che riguardano la Sicilia, ci sarà il ministro Delrio che ringrazierò per l’attenzione e per aver rispettato i patti. Abbiamo già i due progetti dell’Anas relativi alla bretella colpita dalla frana, ma è chiaro che se non viene dichiarato lo stato d’emergenza non possiamo andare avanti, non possiamo aspettare i tempi della burocrazia italiana”. ha aggiunto Crocetta. “Non si può dire che la risposta della pubblica amministrazione sia stata lenta, è stata velocissima – ha aggiunto – Ma lo stato d’emergenza deve essere dichiarato immediatamente, dobbiamo arrestare la frana altrimenti non ha senso sistemare la strada. Parlerò col ministro Delrio e il sottosegretario De Vincenti, e porrò l’urgenza della dichiarazione di stato d’emergenza, perché quello potrebbe accelerare anche i lavori della ferrovia – dice- Abbiamo 316 milioni di danni che richiedono interventi immediati. Non possiamo aspettare la prossima frana per dire che nessuno lo ha segnalato, lo stiamo segnalando in tutte le salse. Stiamo dicendo che non si può procedere in questo modo”.