Interrogato il Ministro Lupi sulla viabilità delle strade provinciali.

Interrogato il Ministro Lupi sulla viabilità delle strade provinciali.

#‎questiontime‬ alla Camera dei Deputati con in ministro Maurizio Lupi sulla situazione della ‪#‎viabilità‬ delle strade provinciali

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
la legge 7 aprile 2014, n. 56, «Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni», pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 7 aprile 2014, n. 81, nota come «legge Delrio», all’articolo 1, comma 85, recita, fra l’altro, che le province esercitano funzioni fondamentali di costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
ad oggi le province non sono state del tutto abolite, in quanto oggetto della riforma costituzionale, così come continuano ad esistere le loro funzioni;
anche la Sicilia ha avviato il processo di riforma di cui sopra, senza ancora completarlo, e tuttavia ai suddetti enti, pur essendo commissariati, sono rimasti in capo le competenze e funzioni assegnate, comprese le circa 16.000 chilometri di strade comunali e provinciali su un totale di circa 21.000 chilometri di viabilità complessiva;
la maggior parte delle strade provinciali italiane risultano di fondamentale importanza per la viabilità e lo sviluppo strategico di intere comunità, rivestendo un ruolo primario in ambito industriale, commerciale, agricolo, turistico, climatico e scolastico;
la maggioranza delle strade provinciali del nostro Paese sono tra le più importanti e transitate arterie e vie di collegamento, soprattutto nell’entroterra italiano (e siciliano in particolare), ma sono, di fatto, dal 2012 abbandonate senza essere oggetto di alcuna cura e manutenzione da parte degli enti per mancanza di fondi;
il suddetto stato di abbandono in cui versano oggi le strade provinciali ha effetti negativi, oltre che sulla sicurezza del traffico stradale e delle persone, anche sul decoro, con notevoli ripercussioni soprattutto nelle aree a prevalente vocazione turistica;
la segnaletica, sia quella orizzontale che quella verticale, sulle strade provinciali è talvolta inesistente e, dove è presente, risulta usurata, illeggibile e obsoleta, con conseguenti rischi di circolazione e dello stato di sicurezza dei cittadini che vi transitano e che giornalmente le percorrono, soprattutto nelle ore notturne e nei periodi invernali;
a causa degli eventi meteorici invernali si è registrato un ulteriore peggioramento delle condizioni delle strade provinciali, già piuttosto compromesse dallo stato di degrado e abbandono in cui versano, risultando le stesse impercorribili e in taluni casi intransitabili, con la conseguenza che alcune comunità sono rimaste isolate e senza via di collegamento con le città e con gli assi viari principali;
questo stato è dovuto alla mancanza dei trasferimenti di risorse finanziarie alle province e alla deficienza di mezzi e uomini in dotazione alle stesse;
la permanenza e il perdurare di un suddetto stato può essere causa di incidenti e danni per cittadini e mezzi;
oggi alcune province sono oggetto di numerosi contenziosi causati da incidenti verificatisi nelle suddette strade, la cui responsabilità è riconducibile al cattivo stato di manutenzione, aumentando, inoltre, il numero di richieste di risarcimento nei confronti dell’ente proprietario della strada medesima, con notevoli ripercussioni e un aggravio finanziario sulle province, oggi prive di risorse;
la manutenzione delle strade provinciali è oggi un problema non più procrastinabile ed è necessario affrontare e risolvere tali questioni con carattere d’urgenza –:
se il Governo abbia messo o intenda mettere in atto tutte le iniziative normative di competenza al fine di finanziare e sostenere economicamente e con mezzi idonei le province, nelle more del definitivo trasferimento delle competenze agli enti che sostituiranno le province stesse, in considerazione dello stato di totale abbandono e degrado in cui versano oggi le strade provinciali, anche al fine di garantire l’incolumità delle migliaia di cittadini che giornalmente le percorrono. (3-01377)

Maltempo: Culotta “Chiederò al Ministero misure per affrontare l’emergenza”

Maltempo: Culotta “Chiederò al Ministero misure per affrontare l’emergenza”

MALTEMPO: CULOTTA «EVITARE ISOLAMENTO INTERE COMUNITÀ»

PALERMO (ITALPRESS) – «L’ultima ondata di maltempo ha provocato danni ingenti in tutta la provincia di Palermo, dove a causa di inondazioni, frane e smottamenti intere famiglie sono state evacuate dalle loro case e alcune località delle Madonie sono rimaste isolate. Sottoporrò la questione ai Ministeri di riferimento, sollecitando intanto una serie di misure per affrontare l’emergenza e poi una campagna di interventi di manutenzione costante, che possano scongiurare il ripetersi di situazioni simili». Lo dice il sindaco di Pollina e deputato del Pd Magda Culotta, riferendosi alle condizioni in cui versano molti comuni dell’entroterra siciliano dopo il maltempo che si è abbattuto sull’isola nei giorni scorsi.

«Non è più tollerabile – continua Magda Culotta – che il normale alternarsi delle stagioni metta in ginocchio la viabilità di una regione e la sicurezza di intere famiglie. Mentre è in atto la riforma delle province, bisogna porre in essere azioni di monitoraggio e cura delle strade provinciali, spesso oggetto di scarsa manutenzione del manto stradale e dei costoni che le delimitano».

Dopo le piogge incessanti degli ultimi giorni, oltre alla S.P.54 – nel tratto che collega Isnello, Collesano e le località delle alte Madonie – chiusa per giorni a causa di un grosso movimento franoso, che ha parzialmente isolato la stazione sciistica di Piano Battaglia, una violenta frana ha messo in ginocchio anche la viabilità del comune di Scillato, nella S.P. 9 bis (creando disagi anche al gasdotto, con la conseguente creazione di un allaccio provvisorio); numerose frane anche a Castelbuono, una frana sulla linea ferroviaria, in contrada Causo a Caccamo, e il blocco del transito dei treni sui binari del tratto ferroviario Palermo – Agrigento – Catania, dove la caduta di detriti e pietrisco ha bloccato la circolazione dei treni.