Contributi al 100% per spese iscrizione scuole specializzazione

Contributi al 100% per spese iscrizione scuole specializzazione

In Sintesi, vediamo il Bando 16/2017:

Scadenza domande:

Le domande dovranno pervenire, a pena di irricevibilità, complete degli allegati di cui al successivo art. 9, via posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo siciliafsel420@legalmail.it non prima delle ore 12.00 AM del 16.10.2017 ed entro le ore 12.00 AM del 30.11.2017.

Soggetti ammessi:

Possono presentare domanda tutti i liberi professionisti lavoratori autonomi in possesso dei seguenti requisiti alla data di pubblicazione, nel sito istituzionale, del presente Avviso:

a) essere residenti o domiciliati nel territorio della Regione Siciliana da almeno sei mesi dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale del presente Avviso;
b) di avere una età compresa fra i 18 e i 67 anni;
c) esercitare l’attività professionale nella Regione Siciliana;
d) essere in possesso di Partita IVA da almeno sei mesi dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale del
presente Avviso;
e) appartenere ad una delle seguenti tipologie:
soggetti iscritti ad albi di un ordine o di un collegio professionale;

Le spese ammissibili sono, esclusivamente, quelle d’iscrizione al percorso formativo.
Sono esclusi rimborsi di viaggio, vitto, alloggio, materiali didattici (a esclusione di quelli compresi nella quota d’iscrizione) e qualsiasi altra spesa.

Al fine dell’ammissibilità della spesa, il destinatario del contributo dovrà aver terminato positivamente II percorso formativo e dovrà:
– in caso dei corsi della tipologia A, presentare l’attestato di partecipazione;
– in caso di corsi della tipologia B, aver sostenuto l’esame finale e ottenuto il relativo titolo.

Tipologie di percorsi formativi finanziabili:

Tipologia A: corsi di formazione e di aggiornamento professionale erogati da:
ordini professionali, collegi professionali, associazioni professionali inseriti nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4;
soggetti eroganti percorsi formativi autorizzati e accreditati dagli stessi ordini o collegi o associazioni professionali di cui alla Legge 14 gennaio 2013, n. 4;
enti di formazione accreditati dalla Regione Siciliana ai sensi del Regolamento di accreditamento 2015 macro tipologia C Formazione superiore, ovvero da altra Regione nel caso di percorso realizzato fuori dalla Sicilia;
provider accreditati riconosciuti dalla Commissione AGENAS;
altri organismi autorizzati/riconosciuti per lo svolgimento dei corsi appartenenti alla Tipologia A;

Tipologia B: corsi, in Italia o in altro paese appartenente all’Unione Europea, di master di I e II livello,
diplomi e corsi di specializzazione (di cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, al DM del 3.11.1999
n. 509, o DM 22.10.2004 n.270; oppure DM 537/1999 per professioni legali) erogati da:
Università e Scuole di alta formazione italiane in possesso del riconoscimento del MIUR che le abilita al rilascio del titolo di master o di diplomi di specializzazione;
Università pubblica di altro Stato UE o riconosciuta da autorità competente dello Stato comunitario, Scuola/lstituto di alta formazione di altro Stato UE, pubblico o riconosciuto da autorità competente dello Stato UE e da essa abilitato per il rilascio del titolo di master diplomi di specializzazione.

Erogazione Contributi:

L’importo dei singoli contributi viene concesso a copertura delle spese di iscrizione ai corsi, fino ad un importo di € 2.000,00 per la tipologia A e di € 6.000,00 per la tipologia B, nella misura di seguito riportata:
– per i giovani di età compresa tra i 18-35 anni compiuti e per i soggetti in una condizione di disabilità, il contributo è pari al 100% del costo del percorso formativo;
– per tutti gli altri destinatari il contributo è determinato a copertura del 75% del costo del percorso formativo.
Il finanziamento sarà erogato al soggetto beneficiario al completamento del corso.

L’importo sarà erogato a rimborso in un’unica soluzione. L’erogazione è subordinata all’esito positivo dei controlli di primo livello da parte degli Uffici competenti, in coerenza con la normativa europea, nazionale e regionale ci riferimento.

SCARICA avviso 16_2017

Più di 7 mil € per investimenti in Sicilia in infrastrutture ed investimenti nelle energie rinnovabili

Più di 7 mil € per investimenti in Sicilia in infrastrutture ed investimenti nelle energie rinnovabili

Pubblicato anche il bando della misura 7.2 del PSR Sicilia dal titolo “Sostegno a investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni tipo di infrastrutture su piccola scala, compresi gli investimenti nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico”, che rende attiva la misura (ve ne avevamo dato notizia nel nostro articolo del 13/05/2017) .

Sono i 7,1 i milioni messi a disposizione nella misura 7.2 fruibili da Enti locali ed amministrazioni, enti pubblici, partenariato pubblico–privato con il fine di incrementare il livello di servizi per la popolazione rurale che spesso si trova a vivere delle condizioni di disagio determinate dall’assenza di facilities basilari a livello socio – economico.

In altre parole l’obiettivo della sottomisura è quello di favorire lo sviluppo dei servizi essenziali finalizzati al miglioramento della qualità della vita e delle attività dei territori per le imprese e le popolazioni attraverso il ripristino delle strade comunali o di ponti, ripristino del sistema fognario o di alimentazione idrica, miglioramento di opere di accumulo e distribuzione dell’acqua per uso civile
e potabile da destinare a utenze ubicate in aree rurali.

La sottomisura sostiene anche investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture per produrre e utilizzare energia rinnovabile nei comuni rurali delle aree C e D attraverso la realizzazione di reti di riscaldamento urbano per utilizzare il calore del processo degli impianti di bio-energia. Verranno incentivate inoltre l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, realizzare impianti di produzione di energia termica alimentati da biomasse agro-forestali e di impianti fotovoltaici ed eolici per la produzione di energia elettrica destinata al riscaldamento ed all’alimentazione di edifici pubblici come ad esempio scuole, ospedali. La sottomisura prevede, inoltre, interventi per la riqualificazione del patrimonio storico e naturale.

Gli interventi dovranno riguardare spazi e edifici pubblici accessibili alla popolazione rurale. Inoltre, gli investimenti relativi alle infrastrutture devono rispettare le caratteristiche di “infrastruttura su piccola scala” con un investimento il cui importo non superi 500.000 euro .Per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili la spesa ammessa a contributo non puo‘ essere superiore a 1.000.000 di euro

Il sostegno viene erogato in base ai costi realmente sostenuti ed è concesso per un importo pari al 100% delle spese ammesse a finanziamento.

Per leggere il bando completo e quali sono i territori appartenenti alle macro aree C e D cliccando qui sotto sugli allegati.

bando sotto misura 7.2

disposizioni specifiche sottomisura

allegato-6 elenco comuni aree

fonte: http://incentivisicilia.it/?r=6d

Psr Sicilia 2014-2020, ecco i dettagli

Psr Sicilia 2014-2020, ecco i dettagli

Con Decisione CE C(2015)8403 del 24 novembre 2015 è stato approvato il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2014-2020, strumento di finanziamento e di attuazione del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FEASR) siciliano.

Le somme assegnate, nell’ambito della programmazione delle risorse FEASR, per il periodo 2014-2020, alla Regione Siciliana sono di 2.212.747.000 di euro con un incremento di oltre 27 milioni rispetto alla dotazione del PSR Sicilia 2007-2013, e costituiscono la maggiore dotazione finanziaria assegnata tra le regioni italiane a livello nazionale.

Per il periodo 2014-2020 sono stati individuati tre obiettivi strategici di lungo periodo (art. 4 Reg. 1305/2013):

  1. competitività del settore agricolo,
  2. gestione sostenibile delle risorse naturali
  3. sviluppo equilibrato dei territori rurali

La nuova programmazione è basata su sei “priorità di intervento”. Viene abbandonata quindi la vecchia struttura, articolata in 4 Assi e 33 Misure, considerata troppo rigida e poco funzionale all’attribuzione di risorse a sostegno aree di intervento diverse da quelle per cui erano previste.

Nell’ambito della programmazione 2014-2020, lo Sviluppo rurale dovrà quindi stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro attraverso le seguenti 6 PRIORITA’(art. 5 Reg. 1305/2013):

Promuovere il trasferimento della conoscenza e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;

  1. Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forma, promuovere tecniche innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste;
  2. Promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, compresa la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere animale e la gestione dei rischi nel settore agricolo;
  3. Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura;
  4. Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale;
  5. Adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nella zone rurali.

 

Il PSR Sicilia 2014/2020 con i suoi tre obiettivi strategici di lungo periodo: competitività del settore agricolo, gestione sostenibile delle risorse naturali e sviluppo equilibrato dei territori rurali, per raggiungere questi obiettivi utilizzerà una nuova struttura basata su sei priorità di intervento, a loro volta suddivise in 18 focus area, costituite da Misure e sottomisure.

 

Tre obiettivi strategici

Sei priorità d’intervento

18 focus di area

Misure

Sotto-misure

Le focus aree rappresentano i pilastri su cui poggia la strategia del PSR, infatti rappresentano i binari precostituiti su cui convergono le scelte programmatiche. A ciascuna focus area è assegnato un obiettivo specifico (Target) che dovrà essere raggiunto a fine programmazione. Le misure (come per il PSR Sicilia 2007/2013) rappresentano l’unità fondamentale del Programma e si articolano in un insieme di sotto-misure. Ciascuna sottomisura può riguardare contemporaneamente più focus area relative ad una priorità o focus area di differenti priorità. L’incrocio tra focus area e misure/sottomisura ha una gerarchia. Ci sono cioè sotto-misure che contribuiranno più delle altre al raggiungimento del target della focus area.

La prima priorità è “promuovere il trasferimento della conoscenza e l’innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali”. Sono tre le focus area individuate:

1A Stimolare l’innovazione, la cooperazione e lo sviluppo della base di conoscenze nelle zone rurali;

1B Rinsaldare i nessi tra agricoltura, produzione alimentare e silvicoltura, da un lato, e ricerca e innovazione, dall’altro, anche al fine di migliorare la gestione e le prestazioni ambientali;

1C Incoraggiare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale.

La seconda priorità è “potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forma, promuovere tecniche innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste”. Sono due le focus area individuate:

2A Migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole, in particolare per aumentare la quota di mercato e l’orientamento al mercato nonché la diversificazione delle attività;

2B Favorire l’ingresso di agricoltori adeguatamente qualificati nel settore agricolo e, in particolare, il ricambio generazionale.

La terza priorità è “promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, compresa la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere animale e la gestione dei rischi nel settore agricolo”. Sono due le focus area individuate:

3A Migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la creazione di un valore aggiunto per i prodotti agricoli, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali;

3B Sostenere la prevenzione e la gestione dei rischi aziendali.

La quarta priorità è “preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura”. Sono tre le focus area individuate:

4A Salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità, compreso nelle zone Natura 2000 e nelle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici, nell’agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell’assetto paesaggistico dell’Europa;

4B Migliore gestione delle risorse idriche, compresa la gestione dei fertilizzanti e dei pesticidi;

4C Prevenzione dell’erosione dei suoli e migliore gestione degli stessi;

La quinta priorità è “incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale”. Sono cinque le focus area individuate:

5A Rendere più efficiente l’uso dell’acqua nell’agricoltura;

5B Rendere più efficiente l’uso dell’energia nell’agricoltura e nell’industria alimentare;

5C Favorire l’approvvigionamento e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto e residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia

5DRidurre le emissioni di gas a effetto serra e di ammoniaca prodotte dall’agricoltura;

5EPromuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale.

La sesta priorità è “adoperarsi per l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nella zone rurali”. Sono tre le focus area individuate:

6A Favorire la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese nonché dell’occupazione;

6B Stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali;

6C Promuovere l’accessibilità, l’uso e la qualità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nelle zone rurali.

 

18 focus

4.2.1. F01 Supportare e potenziare il trasferimento della conoscenza e la diffusione dell’innovazione anche attraverso la cooperazione

4.2.2. F02 Sostenere interventi mirati di formazione e trasferimento di conoscenze e promuovere consulenze aziendali specifiche

4.2.3. F03 Incremento della redditività e del valore aggiunto del settore agricolo e forestale

4.2.4. F04 Incentivare la creazione, l’avvio e lo sviluppo di attività economiche extra-agricole, in particolare per giovani e donne

4.2.5. F05 Promuovere l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo e nelle zone rurali

4.2.6. F06 Migliorare la tracciabilità del prodottofavorendo l’identificazione con il territorio e sostenendo le produzioni di qualità

4.2.7. F07 Favorire l’integrazione tra i produttorie aumentare il livello di concentrazione dell’offerta

4.2.8. F08 Incentivare la creazione di filiere e il collegamento diretto delle imprese agricole con la trasformazione e con i mercati

4.2.9. F09 Favorire l’adesione a regimi di qualità e la promozione e l’informazione dei prodotti di qualità sui mercati

4.2.10. F10 Favorire l’accesso agli strumenti di gestione del rischio alle imprese

4.2.11. F11 Recuperare, tutelare e valorizzare gli ecosistemi agricoli e silvicoli, i sistemi colturali e gli elementi fisici caratteri

4.2.12. F12 Salvaguardare e valorizzare la biodiversità e il germoplasma di interesse agrario e forestale

4.2.13. F13 Conservare migliorare la qualità del suolo e difendere il territorio dal dissesto idrogeologico e dall’erosione superficiale

4.2.14. F14 Tutelare la qualità delle risorse idriche superficiali e sotterranee

4.2.15. F15 Incrementare l’efficienza dell’uso della risorsa idrica a fini irrigui

4.2.16. F16 Incentivare la produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili

4.2.17. F17 Aumentare l’efficienza energetica delleimprese agricole, agroalimentari e forestali

4.2.18. F18 Ridurre le emissioni di CO2,limitare input energetici nella gestione aziendale, incrementare il carbonio organico nei suoli

4.2.19. F19 Migliorare le infrastrutture e i servizi alla popolazione nelle zone rurali anche attraverso strategie di sviluppo locale

4.2.20. F20 Rafforzare il sistema infrastrutturale, anche tecnologico e logistico e promuovere l’uso delle TIC

4.2.21. F21 Attivare strumenti di finanza a supporto degli investimenti realizzati nell’ambito del programma

 

  1. DESCRIZIONE DELLE MISURE SELEZIONATE

 

8.1. Descrizione delle condizioni generali applicate a più di una misura compresi, ove pertinenti, la definizione di zona rurale, i livelli di riferimento, la condizionalità, l’uso previsto degli strumenti finanziari e degli anticipi nonché le disposizioni comuni per gli investimenti, incluse le disposizioni di cui agli articoli 45 e 46 del regolamento (UE) n. 1305/2013

 

8.2.1. M01 – Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione (art. 14)

 

8.2.2. M02 – Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art. 15)

8.2.3. M03 – Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (art. 16)

8.2.4. M04 – Investimenti in immobilizzazioni materiali (art. 17)

8.2.5. M05 – Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione (articolo 18)

8.2.6. M06 – Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese (art. 19)

8.2.7. M07 – Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali (Art. 20)

8.2.8. M08 – Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste (articoli da 21 a 26)

8.2.9. M10 – Pagamenti agro-climatico-ambientali (art. 28)

8.2.10. M11 – Agricoltura biologica (art. 29)

8.2.11. M12 – Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva quadro sulle acque (art. 30)

8.2.12. M13 – Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici (art.31)

8.2.13. M15 – Servizi silvo-climatico-ambientali e salvaguardia della foresta (art. 34)

8.2.14. M16 – Cooperazione (art. 35)

8.2.15. M19 – Sostegno allo sviluppo locale LEADER – (SLTP – sviluppo locale di tipo partecipativo) [articolo 35 del regolamento (UE) n.1303/2013] ….

 

Fanno da supporto giuridico i seguenti regolamenti comunitari che riformano la politica per lo sviluppo rurale dell’Unione Europea e che danno forma alla nuova programmazione 2014-2020. Sono presenti anche altri documenti di riferimento che potrebbero esserti utili.

 

REGOLAMENTI EUROPEI

REGOLAMENTO (UE) N. 1305/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio

REGOLAMENTO (UE) N. 1303/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013 recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio

REGOLAMENTO (UE) N. 1306/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008

REGOLAMENTO (UE) N. 1307/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013 recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune e che abroga il regolamento (CE) n. 637/2008 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio

REGOLAMENTO (UE) N. 1310/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013, che stabilisce alcune disposizioni transitorie sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), modifica il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne le risorse e la loro distribuzione in relazione all’anno 2014 e modifica il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio e i regolamenti (UE) n. 1307/2013, (UE) n. 1306/2013 e (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne la loro applicazione nell’anno 2014

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 807/2014 DELLA COMMISSIONE dell’11 marzo 2014 che integra talune disposizioni del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che introduce disposizioni transitorie

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 808/2014 DELLA COMMISSIONE del 17 luglio 2014 recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 809/2014 DELLA COMMISSIONE del 17 luglio 2014 recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il sistema integrato di gestione e di controllo, le misure di sviluppo rurale e la condizionalità

REGOLAMENTO (UE) N. 702/2014 DELLA COMMISSIONE del 25 giugno 2014 che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006

 

REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis»

 

Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014—2020 (2014/C 204/01)

 

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO

EUROPA 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.pdf

“Position Paper” dei Servizi della Commissione.pdf

fonte http://www.siciliaagricoltura.it/2016/01/08/psr-sicilia-2014-2020-ecco-i-dettagli/

O troviamo utilità politica del ‪#‎Governo‬ ‪#‎Crocetta‬ oppure meglio ridare la parola agli elettori.

O troviamo utilità politica del ‪#‎Governo‬ ‪#‎Crocetta‬ oppure meglio ridare la parola agli elettori.
Oggi in direzione regionale il Presidente Crocetta parlando a lungo di sé e di quanto si è mosso sulla stampa sul suo conto ha dato la sensazione di voler sfuggire al vero motivo che ci ha portati in direzione oggi, salvo poi rimettersi alle scelte del PD.
Acqua, Rifiuti, Dissestro idrogeologico, Viabilita’, Situazione precari, Riforma delle province, sono alcune delle emergenze che non possono più aspettare e sulle quali si deve puntare con tempi certi se questa esperienza instabile, non solo per i modi del Presidente, ma anche per il modello di Governo che di rivoluzionario ad oggi, ha avuto solo il cambiamento repentino di una serie di assessori (fino a contarne in due anni e mezzo 38) deve continuare.
In estrema sintesi, o si rintraccia una qualche utilità in questa esperienza di governo o meglio porre al suo seguito la parola fine e ridare la parola agli elettori.

FRANA A19: CULOTTA (PD) «Rimpallo responsabilità non risolve nulla»

FRANA A19: CULOTTA (PD) «Rimpallo responsabilità non risolve nulla»

R/SIC

FRANA A19: CULOTTA «RIMPALLO RESPONSABILITÀ NON RISOLVE NULLA»

PALERMO  (ITALPRESS) – «La viabilità non si ripristina nè con gli slogan, nè con le polemiche. Si può litigare su tutto, e ognuno può decidere di cercare la ribalta mediatica sfruttando un momento drammaticamente difficile per la Sicilia e per i siciliani. Ma se veramente vogliamo lanciare un segnale forte bisogna fare fronte unico e far arrivare a Roma una sola voce».

È quanto afferma Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd, relativamente al crollo del viadotto Himera sull’A19. «A quasi 70 giorni dal crollo – prosegue Magda Culotta – assistiamo a un continuo scaricabarile ed a un inutile scontro tra forze politiche in cui ciascuno cerca solo visibilità o consenso, infischiandone dei problemi reali della gente. La Regione, come mi ha confermato il ministro Delrio, ha le sue responsabilità nei

ritardi, avendo presentato la richiesta di stato di emergenza solo dopo un mese. Ma continuare a litigare e a rimpallarsi colpe o accuse non è certamente il modo migliore per risolvere il problema. Adesso – conclude il deputato del Pd – ognuno è chiamato a fare la propria parte e a dare il proprio contributo, non per dimostrare che è più bravo o migliore degli altri, ma solo perchè ha a cuore la soluzione del problema».

(ITALPRESS).

ave/com

18-Giu-15 15:25

NNN