Divorzio Breve: finalmente una legge che sposa la civilità

Divorzio Breve: finalmente una legge che sposa la civilità

La legge sul c.d. divorzio breve, approvata oggi in via definitiva con 398 voti a favore e 28 contrari, interviene sulla disciplina dello scioglimento del matrimonio con la finalità di ridurre i tempi necessari ad ottenere il divorzio.

A quarantun anni dall’anniversario della vittoria del referendum sul divorzio, la legge appena approvata è il frutto di una mediazione non sempre semplice tra le forze politiche e recepisce le osservazioni di magistrati, esperti e associazioni; una legge attesa da almeno due legislature e finalizzata a rendere più snelle le procedure legali e a ridurre i contenziosi.

Questa legge ha un importante significato culturale, accogliendo l’esigenza di una maggiore coerenza tra la giurisprudenza e la società.

Viene ridotto da tre anni ad un anno di durata minima il periodo di  separazione ininterrotta dei coniugi per la legittimazione alla domanda di divorzio.

Il termine decorrerà dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Ai fini della riduzione del termine non si tiene conto della presenza o meno di figli minori. Ciò è stato previsto anche in seguito all’approvazione della legge sulla filiazione che prevede che i figli siano tutti uguali in tutte le situazioni e in tutti gli effetti.

È, inoltre, ulteriormente ridotto nelle separazioni consensuali a sei mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio e viene riferito il termine più breve anche alle separazioni che, inizialmente contenziose, si trasformano in consensuali, e anche in tal caso il termine viene fatto decorrere dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Il ddl prevede che la comunione venga meno già nel momento in cui il giudice autorizza la coppia a vivere separata. Precedentemente, invece, il momento effettivo dello scioglimento della comunione avveniva solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione personale.

La nuova disciplina sulla riduzione dei tempi di proposizione della domanda di divorzio e quella che anticipa lo scioglimento della comunione legale si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame; ciò anche quando sia pendente a tale data il procedimento di separazione personale che ne costituisce il presupposto.

Parto in anonimato: “Potenziare e divulgare la presenza delle culle per la vita”

Parto in anonimato: “Potenziare e divulgare la presenza delle culle per la vita”

“Ieri il caso ha voluto che un clochard, rovistando tra i rifiuti, si imbattesse in una sacca con una neonata. Ma mi chiedo: se non fosse andata così, senza questa coincidenza, cosa sarebbe successo? E quanti potrebbero essere i casi simili che purtroppo non vengono scoperti?”. È l’allarme che lancia Magda Culotta, deputata del Pd e sindaco di Pollina, commentando la notizia della neonata gettata dalla madre in un cassonetto dell’immondizia a Palermo. “È una tregedia che ha scosso tutti – continua Magda Culotta – e che impone una seria riflessione sulla necessità di far conoscere, garantire e, se serve, ripristinare le culle per la vita. Le donne che non vogliono tenere il bambino dopo il parto, devono sapere che esiste la possibilità di lasciare, in totale anonimato, i neonati in ospedale. Queste strutture garantiscono riservatezza a chi compie un atto così disperato e, soprattutto, la sicurezza e la sopravvivenza stessa del neonato. Bisogna lavorare sul territorio e anche a livello nazionale – conclude la deputata del Pd – per divulgare capillarmente la presenza di queste culle, anche con campagne multilingue, com’era già stato fatto in passato, perché casi del genere non accadano più”.

Come cambia la Giustizia? Cosa cambia per i cittadini?

Come cambia la Giustizia? Cosa cambia per i cittadini?

Montesquieu sosteneva che “Giustizia ritardata è giustizia negata”.

La connessione intellettuale con gli albori delle democrazie illuministe è una prova del tentativo di questo Governo di ridare all’Italia una struttura, anche nel campo della giustizia, che abbia un’anima politica, una visione futura strategica. La riforma sulla giustizia civile è un grande passo avanti, troppi processi pendenti e troppi cittadini, le loro storie, famiglie ed imprese aggrovigliate in processi infiniti.
Io non credo che la “giustizia giusta” sia chimera politica ma un’utopia reale, una declinazione temporale delle cose giuste nel momento, storico, giusto.
Non è un caso ad esempio che in questi giorni, la “legge Severino” ha trovato un muro su cui si è, in parte, infranta. La vicenda del sindaco di Napoli, De Magistris, prima e dell’ex sindaco di Agrigento, Zambuto, dopo, hanno posto l’attualità di una rivisitazione di quella legge, di quel senso di giustizia.
Se la Giustizia, il suo apparato burocratico e umano, vengono resi più efficienti chi ne guadagna è il cittadino, le famiglie e le imprese. E ne guadagna anche l’Italia che di efficienza e rapidità, in questa fase, ha assoluto bisogno.