Le Madonie selezionate per la Strategia Nazionale Aree Interne

“Quando il presidente della commissione esaminatrice, Fabrizio Barca, è venuto sulle Madonie per conoscere l’area, non avevo dubbi, che la scelta dell’area prototipale per la SNAI, ricadesse sul nostro comprensorio. I nostri Comuni – afferma Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd – unendo le loro forze hanno potenzialità e risorse capaci di avviare un nuovo modello di sviluppo politico-economico e di dare un contributo determinante alla ripresa. Proprio per questo, assieme agli altri sindaci e al presidente di Sosvima Alessandro Ficile, abbiamo lavorato molto affinché le buone pratiche del territorio venissero riconosciute anche a livello nazionale. E oggi non possiamo che essere orgogliosi di questo risultato”

La Strategia Nazionale delle Aree Interne in breve.

  • Dicembre 2012. Quali sono le Aree Interne del Paese? La risposta è arrivata dal Seminario su “Le Aree Interne: nuove strategie per la programmazione 2014-2020 della politica di coesione territoriale”, tenutosi a Roma. L’evento si è concluso con la firma di un Documento di Intenti da parte degli  allora Ministri della Coesione Territoriale, dell’Agricoltura, dell’Istruzione, della Salute e del Lavoro. L’impegno: realizzare un percorso comune per la valorizzazione delle realtà produttive locali ma anche per innovare l’offerta dei sevizi pubblici: scuola e salute in primis, senza dimenticare la capacità di mobilità interna ed esterna dei cittadini di queste aree.
  • Marzo 2013. Con il Forum Aree Interne di Rieti, organizzato dal DPS in collaborazione con le Regioni e i piccoli comuni del Paese, si è discusso delle potenzialità delle Aree Interne (sistemi agro-alimentari, energia rinnovabile, tutela del territorio attraverso il coinvolgimento delle comunità locali; valorizzazione delle risorse naturali e culturali; saper fare locale) e della necessità di rimodulare i servizi sulle caratteristiche dei territori. La ricchezza dei contenuti trattati, introdotti da esperti e dagli stessi attori delle Aree interne (i Sindaci e i responsabili dei progetti presentati), ha aperto la strada alla successiva stesura della Strategia nazionale.
  • Maggio-agosto 2013. Una serie di riunioni tra il DPS, le altre Amministrazioni centrali di riferimento e i rappresentanti delle diverse Regioni italiane sancisce l’inizio del negoziato Aree Interne. Le modalità e le tipologie di intervento discusse confluiscono nell’ Accordo di Partenariato (versione dicembre 2013) e, in maniera più esaustiva, nel testo della Strategia Nazionale.
  • Settembre 2013. Con la fase di interlocuzione bilaterale tra il Comitato tecnico per le Aree interne e le singole Regioni si iniziano ad individuare le prime aree oggetto del l’attuazione della Strategia, prevista per l’autunno del 2014.

La Strategia, oltre alla definizione degli obiettivi, mette nero su bianco come raggiungerli e attraverso quali innovazioni di metodo.

Obiettivo

2 Classi di azioni complementari

3 Innovazioni

  • Miglioramento delle tendenze demografiche in atto, attraverso:
  • aumento del benessere della popolazione locale;
  • aumento della domanda locale di lavoro (e dell’occupazione);
  • aumento del grado di utilizzo del capitale territoriale;
  • riduzione dei costi sociali della de-antropizzazione;
  • rafforzamento dei fattori di sviluppo locale.
  • Adeguamento della qualità e quantità dei servizi essenziali;
  • Progetti di sviluppo locale, in almeno due dei seguenti settori:
    sistemi agro-alimentari; energia rinnovabile; tutela del territorio e comunità locali; valorizzazione delle risorse naturali e culturali; saper fare locale.
  •  Intervento inizialmente limitato a poche aree;
  • Carattere nazionale e coinvolgimento di tutti i livelli di governo, dei diversi fondi europei disponibili e dell’intervento ordinario di Comuni, Regioni e Stato centrale;
  • Tempi certi, stretto e aperto monitoraggio degli esiti e confronto delle esperienze realizzate.