“Scuole Belle”: edilizia scolastica‬, imprese in difficoltà e zone colpite dall’‪‎alluvione‬.

“Scuole Belle”: edilizia scolastica‬, imprese in difficoltà e zone colpite dall’‪‎alluvione‬.

Il provvedimento “Disposizioni urgenti in materia economico-sociale”, approvato oggi alla Camera, ha lo scopo di sbloccare alcune situazioni bisognose di un intervento urgente.

Quattro, nel dettaglio, le questioni affrontate:

1.       EDILIZIA SCOLASTICA

Garantita l’immediata disponibilità degli stanziamenti  necessari per la prosecuzione del programma #scuolebelle:  110 milioni di euro saranno erogati in 2 anni per permettere alle scuole di fare  interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale degli edifici. Le scuole riceveranno i finanziamenti direttamente dal MIUR e saranno i dirigenti scolastici a pianificare gli interventi.

2.       LAVORI SOCIALMENTE UTILI

Colmato un vuoto normativo che impediva alle pubbliche amministrazioni di utilizzare i lavoratori titolari di ammortizzatori sociali per lo svolgimento di attività socialmente utili se il progetto su cui erano impegnati era iniziato prima della data di adozione della convenzione che regioni e province autonome stipulano  con le PA operanti sul proprio territorio (in base alle nuove norme contenute nel decreto legislativo n. 150/2015 sui servizi per l’impiego, in attuazione della delega Jobs Act).

3.       GRANDI IMPRESE INSOLVENTI

Consentita alle grandi imprese commerciali insolventi che non hanno concluso, nei termini vigenti, l’attuazione dei programmi previsti per la cessione dei complessi aziendali, la possibilità di usufruire di una proroga di 12 mesi sulla base di una specifica relazione predisposta dal commissario straordinario e sentito il comitato di sorveglianza, prima dell’automatica conversione in fallimento.

4.       CALAMITA’ NATURALI

Ridotti gli obiettivi finanziari del patto di stabilità interno per l’anno 2015 in favore delle provincie e dei  comuni  di Parma e Piacenza colpiti dall’alluvione del 13 e 14 settembre 2015.

Alluvioni, Genova: “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”.

Alluvioni, Genova: “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”.

Fabrizio De Andrè in una sua canzone scriveva: “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”.
Per condividere la tristezza, il dolore, la paura, la disperazione che la stessa pioggia, incessante, ha causato e continua a causare in un pezzo del paese, soprattutto nel pezzo di paese che fu di De Andrè.

La responsabilità di quello accade è una responsabilità diffusa che fa capo ai governi nazionali, a quelli locali, al semplice, ma devastante menefreghismo dell’uomo, che spesso considera le sue leggi al di sopra di quelle della natura.

Il fiume di parole di queste ore, tra il Presidente del Consiglio e i Governatori regionali non è utile a chi probabilmente non ha più soldi da reinvestire, forze per ricominciare, lacrime da versare.

Non è utile perché adesso è il momento di condannare quella responsabilità diffusa ma anche di lavorare perché la stessa non possa essere più il racconto del futuro nella storia del nostro Paese.

Esistono soluzioni per ridare un volto e sicurezza all’Italia. Per questo credo che, fra le altre proposte, il Governo debba destinare risorse esclusivamente al dissesto idrogeologico, ed in questa direzione accolgo favorevolmente, la proposta di Delrio di deroga sul patto di stabilità per i Comuni colpiti dall’alluvione.
Se riprogettiamo il nostro futuro e delle nostre comunità, ripartendo dalle esigenze reali e dal rispetto dall’ambiente avremo imboccato la strada giusta.