CASO TUTINO: CULOTTA, MOSCATT E RIBAUDO ”VICINI A LUCIA BORSELLINO”

Roma 16 luglio – ”Se le indiscrezioni pubblicate dal settimanale l’Espresso dovessero essere confermate, per un partito come il nostro, che ha fatto della legalita’ il suo principio fondante, non ci sarebbero piu’ i presupposti per sostenere Crocetta, nonostante tutti gli sforzi messi in campo per tenere in vita il governo regionale”. Lo dicono in una nota congiunta i deputati siciliani Magda Culotta, Antonino Moscatt e Franco Ribaudo, commentando la decisione del governatore siciliano Rosario Crocetta di auto-sospendersi a seguito delle intercettazioni pubblicate da l’Espresso. Il settimanale riporta infatti una frase shock sulla Borsellino (”Va fatta fuori come il padre”) che il medico Matteo Tutino avrebbe pronunciato al telefono con il presidente della Regione Sicilia. ”Siamo molto amareggiati – continuano i deputati del Partito Democratico – per quello che sta accadendo e siamo vicini a Lucia Borsellino e a tutta la sua famiglia”.

O troviamo utilità politica del ‪#‎Governo‬ ‪#‎Crocetta‬ oppure meglio ridare la parola agli elettori.

O troviamo utilità politica del ‪#‎Governo‬ ‪#‎Crocetta‬ oppure meglio ridare la parola agli elettori.
Oggi in direzione regionale il Presidente Crocetta parlando a lungo di sé e di quanto si è mosso sulla stampa sul suo conto ha dato la sensazione di voler sfuggire al vero motivo che ci ha portati in direzione oggi, salvo poi rimettersi alle scelte del PD.
Acqua, Rifiuti, Dissestro idrogeologico, Viabilita’, Situazione precari, Riforma delle province, sono alcune delle emergenze che non possono più aspettare e sulle quali si deve puntare con tempi certi se questa esperienza instabile, non solo per i modi del Presidente, ma anche per il modello di Governo che di rivoluzionario ad oggi, ha avuto solo il cambiamento repentino di una serie di assessori (fino a contarne in due anni e mezzo 38) deve continuare.
In estrema sintesi, o si rintraccia una qualche utilità in questa esperienza di governo o meglio porre al suo seguito la parola fine e ridare la parola agli elettori.

Frase shock di Tutino a Crocetta; Culotta, Moscatt e Ribaudo: “Siamo vicini a Lucia Borsellino”

“Se le indiscrezioni pubblicate dal settimanale l’Espresso dovessero essere confermate, per un partito come il nostro, che ha fatto della legalità il suo principio fondante, non ci sarebbero più i presupposti per sostenere Crocetta, nonostante tutti gli sforzi messi in campo per tenere in vita il governo regionale”. Lo dicono in una nota congiunta i deputati siciliani Magda Culotta, Antonino Moscatt e Franco Ribaudo, commentando la decisione del governatore siciliano Rosario Crocetta di auto-sospendersi a seguito delle intercettazioni pubblicate da l’Espresso. Il settimanale riporta infatti una frase shock sulla Borsellino (“Va fatta fuori come il padre”) che il medico Matteo Tutino avrebbe pronunciato al telefono con il presidente della Regione Sicilia. “Siamo molto amareggiati – continuano i deputati del Partito Democratico – per quello che sta accadendo e siamo vicini a Lucia Borsellino e a tutta la sua famiglia”.

Regione, Culotta (Pd): “Crocetta ha perso la fiducia dei siciliani”

Regione, Culotta (Pd): “Crocetta ha perso la fiducia dei siciliani”

“Improvvisazione, approssimazione e confusione non sono certamente gli ingredienti ideali per governare una regione grande e complessa come la Sicilia. Per questo approvo in pieno la scelta del segretario regionale Fausto Raciti di fermare qui questa esperienza di governo regionale”. Commenta così, il sindaco di Pollina e deputato del PD Magda Culotta, la decisione del segretario regionale di togliere il sostegno a Crocetta.
“Raciti – prosegue l’onorevole Culotta – dà voce alla frustrazione di tutti i siciliani, non solo quelli del PD, che hanno perso la fiducia in un presidente chiacchierone. Lo stesso presidente, vale la pena ricordarlo, che prima ha contribuito ad eleggerje il segretario regionale del PD e che, adesso, si improvvisa comico o smemorato (in entrambi i casi con scarsi risultati) fingendo di non sapere chi sia Raciti”.

Il ritiro del sostegno al Governo Crocetta è una scelta amara.

Il ritiro del sostegno al Governo Crocetta è una scelta amara.

È una scelta amara, ma credo che fra governo e parlamento regionale siano venute a mancare fiducia e reciprocità, dopo mesi di discussione e dibattito acceso sul programma di governo e sugli effetti del Megafono dentro il Partito Democratico.
È ingiusto che la decisione della direzione del PD siciliano, di ritirare l’appoggio al Governo Crocetta, passi sulla stampa e sui media come un aut-aut agli assessori in quota PD e venga sintetizzata come una mera questione di poltrone.
Un partito di maggioranza, quale il PD, non può non essere coinvolto e avere un ruolo da protagonista, in riforme importanti su temi quali acqua, rifiuti o organizzazione delle città metropolitane, così come non può ritrovarsi esponenti del Megafono candidati in liste diverse da quelle del PD, come è accaduto nelle ultime elezione amministrative.
Quello di avere un Presidente di sinistra e fortemente riformista è un fatto storico per la Sicilia, è un occasione che non va sprecata.
Spero quanto accaduto ieri possa rappresentare un’opportunità per il Governo Crocetta, l’opportunità di rilanciare l’attività e il destino dei siciliani.