Resoconto prima riunione intergruppo parlamentare #cannabislegale

Resoconto prima riunione intergruppo parlamentare #cannabislegale

Cari colleghi,

oggi abbiamo tenuto la prima riunione dell’intergruppo parlamentare per la legalizzazione dei derivati della cannabis.

A beneficio degli assenti e per memoria dei presenti riassumo molto brevemente come abbiamo deciso di procedere.

Innanzitutto, dal punto di vista politico, abbiamo tutti convenuto sulla necessità di arrivare a un ddl trasversale e unitario e di porsi l’obiettivo concreto di iscriverne la discussione nell’agenda parlamentare. A questo fine, si è deciso per un verso di censire tutte le proposte finora presentate alla Camera e al Senato, che costituiranno la base iniziale del nostro lavoro e dei suo sviluppi, e per altro verso di avviare una ricognizione sulle esperienze internazionali, nonché sulla documentazione scientifica – giuridica, economica e sanitaria – utile a suffragare la nostra proposta. L’unità di intenti registrata nella riunione mi pare vada salutata come un primo e importante risultato politico della nostra iniziativa e una buona premessa per il suo allargamento a altri colleghi. Nel frattempo, gli aderenti sono diventati circa un centinaio, dopo l’adesione “in blocco” dei deputati di Sel.

Dal punto di vista organizzativo abbiamo deciso di affidare il lavoro di coordinamento e di raccolta del materiale giuridico sulle proposte presentate e “presentande” al mio ufficio. Per questo, il riferimento è Carmelo Palma (carmelopalma@gmail.com). Rispetto ai contatti e ai rapporti da avviare sul piano internazionale il riferimento è Piercamillo Falasca (pierfalasca@gmail.com). Ovviamente, ciascun parlamentare è vivamente inviato a mettere a disposizione contatti, esperienze e competenze utili all’iniziativa.

Abbiamo iniziato a lavorare a un sito dell’intergruppo, www.cannabislegale.org, che servirà solo ai fini di comunicazione esterna, come contenitore di documentazione sulle esperienze e sulle buone pratiche internazionali, oltre che su articoli, studi, proposte e testimonianze utili alla nostra iniziativa.

Dal punto di vista della comunicazione esterna, se unifichiamo l’hashtag relativo alla nostra campagna e usiamo tutti #cannabislegale, possiamo realizzare un buon effetto leva sui social network.

Abbiamo infine convenuto di tenere la prossima riunione nel tardo pomeriggio/serata di un martedì o di un mercoledì nella seconda metà di aprile. Per stabilire la data sarà necessario vedere il calendario dei lavori parlamentari. Dobbiamo inoltre riflettere su quello che potrebbe essere il più efficiente strumento di comunicazione interna e di coordinamento organizzativo per la prosecuzione del nostro lavoro. Nella prossima riunione, discuteremo anche di questo.

Questo è quanto. Buon lavoro e grazie a tutti.

Benedetto della Vedova

Di seguito l’appello della Nazionale Antiproibizionista su Facebook

Appello per la creazione della Nazionale AntiProibizionisti

Cosa penseremmo di un Paese in recessione che impedisce per legge non solo le libertà personali, ma anche lo sviluppo di un intero settore produttivo che potrebbe portare alla collettività enormi vantaggi economici, fiscali e sociali? Questa è l’occasione che sta perdendo l’Italia rifiutandosi di adeguare la sua legislazione sulla coltivazione e sull’uso della cannabis, e questo è ciò che scriveva Rolling Stone al termine dello scorso anno fiscale: “Marijuana: il Colorado non sa più che fare dei suoi soldi”.
Il Colorado, insieme ad Alaska, Oregon e Washington, è uno dei quattro stati americani che hanno modificato la sua legislazione e completamente legalizzato l’uso ricreativo della cannabis. Con vantaggi evidenti, e non solo in termini di lotta al narcotraffico e di riduzione dell’illegalità.
Come ha illustrato Roberto Saviano in un articolo pubblicato su Repubblica lo scorso 12 febbraio, analizzando i dati provenienti dai quattro stati americani sui risultati del primo anno di legalizzazione è finalmente possibile verificare e quindi smentire tutte quelle affermazioni sui risultati sociali e medici della legalizzazione che sono state alla base delle politiche proibizionistiche degli ultimi 50 anni.
La normativa sugli stupefacenti in vigore in Italia risulta quindi ormai superata dalle esperienze internazionali e dalla nuova visione di “riduzione del danno” invece della passata “guerra alla droga”.
Per tutte queste ragioni, sottoponendo questo appello alla libera sottoscrizione, proponiamo di creare un gruppo permanente di lavoro su questi temi, una Nazionale AntiProibizionista (NAP).
I sottoscrittori di questo appello si impegnano a:
– Affrontare il tema in parlamento con una nuova prospettiva, più aggiornata e coerente, che porti a sperimentare nuove forme di legislazione, che contemplino la depenalizzazione completa del consumo (con le stesse limitazioni dell’alcol), e della auto-produzione.
– Una regolamentazione dell’eventuale produzione, commercio e autorizzazioni relative.
– Il completo divieto di uso per i minori di 18 anni.
Più in generale, prendendo spunto dalla relazione finale della “Global commission on drugs” quasiasi tipo di politica che abbia come obiettivo i seguenti scopi:
– Terminare con la criminalizzazione, l’emarginazione e la stigmatizzazione delle persone che fanno uso di droghe ma che non fanno alcun male agli altri.
– Sfidare i luoghi comuni sbagliati, circa i mercati della droga, l’uso di droga e la tossicodipendenza, invece di rafforzarli.
– Incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione giuridica della droga per minare il potere del crimine organizzato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini.