La legge “Dopo di Noi”, perché nessuno resti solo

La legge “Dopo di Noi”, perché nessuno resti solo

“Dopo di noi”, perché nessuno resti solo

Una rivoluzione nelle politiche sociali. Con la legge “DOPO DI NOI” finanziamo e accompagniamo progetti innovativi di vita autonoma per le persone con disabilità, per garantire cure e assistenza anche dopo la morte dei genitori. 270 milioni di euro stanziati per il triennio 2016-2018 e più del 95% delle risorse del 2016 già erogate. Finalmente un percorso di dignità intrapreso, da cui non si torna indietro.

Per la prima volta vengono stanziate risorse strutturali per politiche di aiuto concreto e misure integrate che mettono la persona disabile al centro di un progetto individuale. La legge sul “dopo di noi” non è uno spot: le risorse messe in campo per il triennio 2016-2017-2018 sono complessivamente 270 milioni, tra il Fondo e le agevolazioni fiscali. L’obiettivo è di una progressiva presa in carico della persona con disabilità già durante l’esistenza in vita dei genitori e con il suo pieno coinvolgimento nelle scelte di vita.

Perno della legge è il nuovo Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, istituito presso il ministero del Lavoro con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2016, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni annui dal 2018 in poi, che viene ripartito tra le Regioni per attuarne concretamente gli obbiettivi. In particolare, per attivare o potenziare soluzioni abitative o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni della casa familiare e che sfruttino le nuove tecnologie per evitare l’isolamento dei disabili, e avviare forme innovative di residenzialità e di co-housing, anche attraverso forme di mutuo aiuto tra famiglie e tra persone disabili. Oltre a ciò, il Fondo è utilizzato per sviluppare programmi di accrescimento di consapevolezza e sviluppo delle competenze per una gestione autonoma della vita quotidiana e, in via residuale, per interventi temporanei di permanenza extra-familiare in caso di emergenza.

Accanto al Fondo, la legge prevede anche:

• l’introduzione dell’istituto giuridico del trust, per salvaguardare il patrimonio da utilizzare per il figlio;
• la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà;
• la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili;
• l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni;
• la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’aumento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte.

Ben prima delle scadenze previste, i ministeri del Lavoro, della Salute e dell’Economia hanno approvato i decreti attuativi e stabilito la ripartizione dei 90 milioni per il 2016. Le regioni hanno presentato le linee di indirizzo per l’impiego delle risorse, contribuendo a quantificare le esigenze e le necessità di intervento per gli anni futuri, e i ministero ha già comunicato la valutazione sulla congruità delle stesse con le finalità della legge. Il ministero del Lavoro ha erogato il 95.6% delle risorse complessivamente stanziate per l’anno 2016. Questo percorso è destinato a non interrompersi grazie agli stanziamenti già previsti nel triennio e così sarà d’ora in poi, ogni anno.

Il dossier | Il nostro speciale | Il testo di legge (112/2016)
Relazione di Elena Carnevali | Dichiarazione di voto di Margherita Miotto

Scarica la versione PDF

Pollina, revocato decreto ingiuntivo per 45 mila euro. Il sindaco Culotta: “utilizzeremo questi soldi per la comunità”

Pollina, revocato decreto ingiuntivo per 45 mila euro. Il sindaco Culotta: “utilizzeremo questi soldi per la comunità”

Un’altra battaglia vinta per il Comune di Pollina che, grazie a una sentenza del Tribunale di Termini Imerese, non dovrà pagare 45 mila euro di spese legali per le quali era già arrivato il decreto ingiuntivo.

“Questi soldi – commenta il sindaco Magda Culotta – avremmo dovuto sottrarli alla comunità, privando i cittadini di progetti di utilità sociale o di risorse indispensabili per la sopravvivenza stessa di servizi essenziali. In questo modo – aggiunge il sindaco – rimarranno a disposizione delle casse comunali e non per pagare le spese legali di un singolo. Ci impegneremo affinché questa somma possa essere utilizzata per attività giovanili, sportive e per l’assistenza sociale”.
Questa vicenda è uno dei tanti strascichi giudiziari dell’indagine del processo che hanno coinvolto l’ex comandante dei vigili urbani, Giovanni Maltese. Nel 2008 l’ex funzionario, molto vicino alla precedente amministrazione, finì sotto accusa per abuso e falso ideologico. L’inchiesta ruotava attorno a una serie di segnalazioni, da parte di alcuni cittadini, che lo avevano accusato di modificare gli importi delle multe registrate tramite autovelox, recando un danno alle casse comunali di circa 20 mila euro.

Dopo l’assoluzione, Giovanni Maltese aveva chiesto il pagamento delle spese legali al Comune, per un ammontare (compresi gli interessi) di 45 mila euro. Il sindaco Magda Culotta da subito ha creduto che l’amministrazione comunale non dovesse pagare questa cifra, così, incaricando l’avvocato Giuseppe Marchese, si è opposta al decreto ingiuntivo. Ieri, il Tribunale ha dato ragione all’amministrazione,  revocando il decreto.