“Scommettere su chi ci puo’ rappresentare”

“Scommettere su chi ci puo’ rappresentare”

Sulle Madonie chiudono i centro nascita e spariscono i giudici di Pace. Non è un po’ troppo?

1. Mi sento in dovere di rispondere a questa domanda abbracciando il problema in maniera sistemica. La chiusura dei centri nascita e la scomparsa dei giudici di pace dal nostro territorio non sono due fenomeni distinti e separati. A me sembra di scorgere bene l’idea di uno Stato Nazionale che rinuncia ad essere tale, ad esserci ancora. Privare i territori di servizi fondamentali che garantiscono il diritto alla salute e quello ad una giustizia celere e giusta, significa ridisegnare la mappa geopolitica delle Madonie senza veri centri vitali, relegando le Madonie ad appendice territoriale di altre realtà lontane per distanze e vocazione. Mettere un territorio in queste condizioni significa soffocarlo, facendo ricadere il peso di queste scelte sui cittadini.
La politica deve trovare un’intesa, un’idea altra di sviluppo per le nostre Madonie che non passi per la misera lotta per accaparrarsi posti di sottogoverno e indichi invece una strada sulla quale tutte le realtà madonite possano incamminarsi.

Cosa si dovrebbe fare per tornare ad avere rappresentanti politici delle Madonie alla Regione e al Parlamento italiano?
2. Repetita iuvant, quanto meno per il senso. Noto che vi è lo stesso progetto di “ritirata” da parte dei partiti politici nel cercare di riuscire a rappresentare la frammentarietà dell’Italia tutta. E’ un lento scivolare verso il “centro” da dove tutto può essere controllato e gestito riducendo costi in termini di uomini, energie e costi. Il prezzo da pagare non è solo la mancanza di rappresentatività e la limitazione dell’esercizio democratico dei parlamentari per conto dei territori ma anche una disfunzione pesante nel ciclo cittadino-rappresentanza-cittadino che blocca l’azione delle amministrazioni locali o la riconduce a becere logiche di conoscenze e piccoli favoritismi che sono la negazione stessa della politica.

Sulle Madonie da alcuni anni e in silenzio si consuma la piaga dell’emigrazione. Cosa possono fare i sindaci delle Madonie per arrestare questo grande esodo?
3. La sensazione di impotenza dei Sindaci rispetto a problemi come questo, a volte è perfino lacerante. Di fronte ai paesi che si svuotano nel tempo, ai battenti dei negozi che chiudono, ai cartelli di vendesi sulle porte della case, alle facce dei giovani che non incroci più perché hanno cercato fortuna altrove, lo scoramento può averla vinta. Ma c’è sempre un’opzione di prospettiva per migliorare, almeno io la penso così. Il lavoro per rispondere a questo quesito diventa la chiave centrale di lettura. L’impegno di Sindaco mi porta quotidianamente a trovare soluzioni concrete e ci stiamo lavorando ….(puoi mettere tutte le cose fighe che stai attivando e che porteranno posti di lavoro, e magari anche qualcosa che io non so di simile che abbia ricaduta sulle Madonie).

Per salvare le Madonie quale appello ti senti di rivolgere al presidente Mario Monti?
4. Monti ha un ruolo delicatissimo in questa fase politica e la questione non è la salvezza delle Madonie ma dell’Italia intera. Come Sindaco chiederei al governo centrale di allentare la morsa che sta strozzando le piccole comunità. Le novità nella legge di stabilità contribuiscono all’annientamento delle funzioni principali dei Comuni rispetto ai cittadini. Il taglio delle risorse e la reintroduzione di nuove imposte a livello locale metterà gli Enti Locai nelle condizioni di dover forzare ancora le tasche dei cittadini. Dovrà essere compito di ognuno di noi impegnarsi per trovare strade alternative.

Intervista pubblicata su Cefalùnews.net a cura di M. Macaluso

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