POSTE sbarca in borsa: 7 cose da sapere e il piano di assunzioni

POSTE sbarca in borsa: 7 cose da sapere e il piano di assunzioni

La quotazione in borsa prevede un piano di assunzioni di 8.000 unità in 5 anni.

POSTE SBARCA IN BORSA, LE 7 COSE DA SAPERE Parte il collocamento di circa il 40% di Poste Italiane che mertterà in vendita 453 milioni di azioni. La più grande operazione di quotazione in Borsa in Europa per quest’anno – oltre che la prima importante privatizzazione italiana da 16 anni a questa parte

Via all’offerta pubblica di vendita di 453 milioni di azioni di Poste Italiane. La più grande operazione di quotazione in Borsa in Europa per quest’anno – oltre che la prima importante privatizzazione italiana da 16 anni a questa parte – comincia a mettersi in moto. Assieme alla vendita dei titoli ai risparmiatori, cui al momento è destinato il 30% dell’offerta – ma la percentuale potrebbe salire in caso di domanda molto elevata – prende il via anche il road-show per gli istituzionali. Si comincia a Milano, poi nel corso della settimana l’ad Francesco Caio e il cfo Luigi Ferraris andranno a Londra e infine a Parigi e Francoforte. La settimana seguente toccherà alle piazze statunitensi. L’offerta si concluderà per tutti il 22 ottobre, nel giorno del compleanno del presidente Luisa Todini.

Quando acquistare

L’offerta pubblica e il collocamento istituzionale di Poste Italiane iniziano lunedì 12 ottobre e termineranno giovedì 22 ottobre, salvo chiusura anticipata o proroga. Soltanto per i dipendenti, ai quali è riservata una quota dell’offerta retail pari al 3,3%, i termini per l’adesione si chiuderanno con un giorno di anticipo, il 21 ottobre. Al termine del periodo di offerta, il Ministero determinerà il prezzo definitivo dell’offerta pubblica e quello applicabile al collocamento istituzionale. Il prezzo di offerta sarà il minore tra il prezzo istituzionale e il prezzo massimo (7,5 euro). Entrambi i valori saranno resi noti attraverso un avviso pubblicato su almeno un quotidiano economico finanziario a tiratura nazionale e sui siti www.posteitaliane.it e www.quotazione.posteitaliane.it entro due giorni lavorativi dal termine del periodo di offerta. Il regolamento dell’operazione avverrà il 27 ottobre.

Quanto acquistare

Per la tranche rivolta al pubblico indistinto è previsto un lotto minimo di 500 azioni o suoi multipli, un lotto intermedio di 2.000 azioni o suoi multipli, e un lotto maggiorato di 5.000 azioni o suoi multipli. Tenendo presente la forchetta di prezzo fissata ieri (6-7,5 euro), l’esborso minimo da parte di un risparmiatore che volesse aderire all’operazione sarà compreso fra 3.000e 3.750 euro. Per quanto riguarda la tranche riservata ai dipendenti del Gruppo residenti in Italia e composta da un massimo di circa 14,9 milioni di azioni, il lotto minimo è invece fissato a 50 azioni. A ciascun dipendente saranno garantiti due lotti minimi, corrispondenti complessivamente a 100 azioni.

Dove acquistare

I risparmiatori che intendono partecipare al collocamento delle azioni di Poste italiane dovranno farlo attraverso la propria banca potendo scegliere tra tre profili: quello del “lotto minimo” (500 azioni) o suoi multipli, quello del “lotto minimo intermedio” (2mila azioni o multipli) e quello del “lotto minimo maggiorato” (5mila azioni o multipli). Non è detto che tutte le richieste vengano assegnate. Se la domanda supera l’offerta si dovrà ricorre al sorteggio, come già è capitato altre volte e molto spesso nei casi di privatizzazioni di questa portata. Con riferimento all’offerta ai dipendenti, ferma restando la possibilità per gli stessi di aderire all’offerta destinata al pubblico indistinto, le domande di adesione dovranno essere presentate esclusivamente presso i collocatori (ivi compresi gli uffici postali abilitati) per quantitativi minimi di 50 azioni (il “lotto minimo per i dipendenti”) o relativi multipli.

Il costo

L’intervallo di valorizzazione indicativa del capitale economico della società, secondo quanto chiarito dal comunicato di Poste, è compreso tra un minimo non vincolante di 7,837 miliardi di euro ed un massimo vincolante per la sola Offerta Pubblica di 9,796 miliardi. Questa valorizzazione equivale a un minimo non vincolante di 6 euro per azione e un massimo vincolante per la sola Offerta Pubblica di 7,5 euro per azione. I prezzi definitivi – sia quello relativo all’offerta pubblica, sia quello del collocamento istituzionale – saranno determinati al termine del periodo di offerta (22 ottobre, salvo proroghe o chiusure anticipate) e comunicato entro due giorni lavorativi al pubblico tramite avviso su almeno un quotidiano economico finanziario a tiratura nazionale e sui siti Internet della Società www.posteitaliane.it e quotazione.posteitaliane.it.

Le tasse

In base alla revisione della tassazione sulle rendite finanziarie in vigore da luglio dello scorso anno, i buoni fruttiferi postali sono inseriti in quella categoria di investimenti finanziari che godono di un regime agevolato di tassazione. Al pari di BoT e BTp, la tassazione su eventuali rendite finanziarie derivanti da questa tipologia di titoli è al 12,5 per cento. Al contrario i guadagni derivanti dal possesso di azioni di Poste italiane saranno tassati al pari di qualsiasi altro investimento azionario e quindi dovranno sottostare a un’aliquota del 26% (tassazione che peraltro interessa anche i depositi postali). Qualsiasi guadagno derivante dall’investimento in azioni delle Poste, che si tratti da proventi da dividendi o derivanti da una rivalutazione del titolo (il cosiddetto capital gain), sarà quindi soggetto a questa ritenuta.

Il bonus fedeltà

Per chi, con la collocazione delle azioni di Poste italiane, terrà i titoli in portafoglio per almeno un anno dalla quotazione è prevista l’assegnazione di una azione gratuita ogni 20. Il bonus fedeltà è quindi pari al 5%, e sale al 10% (con una azione gratuita ogni 10 mantenuta in portafoglio per 12 mesi) per i primi due lotti che i dipendenti acquisteranno nell’offerta a loro riservata. Attenzione però, gli assegnatari dovranno mantenere senza soluzione di continuità la piena proprietà di tali Azioni per dodici mesi dalla data di pagamento (27 ottobre 2015, salvo chiusura anticipata o proroga), e sempre che le stesse siano rimaste depositate presso un collocatore ovvero presso altre istituzioni aderenti alla Monte Titoli Spa. Soltanto a loro spetterà l’attribuzione gratuita di una azione ordinaria ogni 20 azioni assegnate in fase di Ipo.

Quanto va sul mercato

Il Tesoro ha in programma di collocare sul mercato il 34,7% del capitale di Poste italiane, che potrebbe salire al 38,2% in caso dell’esercizio integrale dell’opzione greenshoe. Nel complesso si tratta di 453 milioni di azioni, che saranno cedute a investitori istituzionali e retail. Ai primi sarà venduto il 70% dei titoli sul mercato, mentre il restante 30% (su un minimo di 135,9 milioni di azioni) è destinato esclusivamente al pubblico indistinto in Italia e ai dipendenti del Gruppo residenti in Italia. Con il collocamento in Borsa di Poste, considerando il numero di azioni offerte e la forchetta prezzo, il Tesoro cederà azioni per un valore indicativamente tra un minimo di 2,7 miliardi ad un massimo di 3,7.

FONTE RAINEWS

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