Pollina con “Acqua Dotta” un primo passo sperimentale per ridare l’acqua ai cittadini, mentre la Regione Sicilia tentenna ancora.

Pollina con “Acqua Dotta” un primo passo sperimentale per ridare l’acqua ai cittadini, mentre la Regione Sicilia tentenna ancora.

Dopo un’odissea durata vent’anni, il Consiglio Comunale ha deciso, su proposta dell’Associazione “Acqua Dotta”, di concedere in uso ai cittadini, delle contrade Montenero, Nicolizia, Zabbra, la rete idrica realizzata nel 2005 ma mai messa in uso.
E’una strumento nuovo di gestione pubblico-cittadini che ridà il senso forte ad un percorso che vogliamo portare a termine: ridare l’acqua ai cittadini che ne sono i legittimi proprietari.
La mancata acquisizione da parte del gestore privato APS dell’acquedotto in questione ha concesso di intraprendere un percorso virtuoso ed innovativo, che vede il contributo dei cittadini, auto organizzati, per la gestione diretta dell’acquedotto.
Presto circa cento famiglie avranno l’acqua, del Comune, presso le proprie case. E’ una vittoria non solo morale ma che sa di futuro, dove il cittadino insieme al pubblico, prende in carico la difesa e la gestione di un bene imprescindibile come l’acqua.
Sono stati anni di impegno e battaglie per riportare nella centralità del discorso politico la ripubblicizzazione dell’acqua.
Mi stupisco di come il Governo Crocetta abbia cavalcato questo tema in campagna elettorale per poi, portare all’attenzione del parlamento regionale un disegno di legge che avalla il coinvolgimento di privati, schema che ha già portato a gestioni fallimentari e speculative.
La Regione deve dare la possibilità ai Comuni di riappropriarsi di un bene di prima necessità, come l’acqua e di disporre della sua gestione in base alle proprie esigenze.
Conosco tanti sindaci, ed io sarei fra i primi, che riprenderebbero da subito la gestione del servizio idrico per tornare a garantire un diritto inalienabile ai cittadini.

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