Percorso Programmatorio Aree Interne Madonie

Percorso Programmatorio Aree Interne Madonie

Una parte preponderante del territorio italiano è caratterizzata da un’organizzazione spaziale fondata su “centri minori”, spesso di piccole dimensioni, che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi essenziali. Le specificità di questo territorio possono essere riassunte utilizzando l’espressione “Aree interne”.
Le Aree interne italiane si caratterizzano nel seguente modo:

  • sono significativamente distanti dai principali centri di offerta di servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità);
  • dispongono di importanti risorse ambientali (risorse idriche, sistemi agricoli, foreste, paesaggi naturali e umani) e risorse culturali (beni archeologici, insediamenti storici, abbazie, piccoli musei, centri di mestiere);
  • costituiscono un territorio profondamente diversificato, esito delle dinamiche dei vari e differenziati sistemi naturali e dei peculiari e secolari processi di antropizzazione.

Ecco il percorso programmatorio della Area Interna Madonie

Richiamando i cinque pilastri su cui si fonda il paradigma di sviluppo alla base della SNAI (si veda “DISUGUAGLIANZE TERRITORIALI” nella sezione “COS’E’ SNAI”), il processo programmatorio di cui sono protagonisti i territori e le loro comunità, deve essere ispirato ad una costante dialettica tra «centro» e «locale», fondata su un confronto informato e ancorato a valutazioni e dati.
Dialettica finalizzata a combinare, da una parte, il ruolo di un centro attivo capace di fornire un contributo di competenze e di destabilizzare equilibri ossificati, dall’altra, di un robusta proprietà del processo da parte del livello locale, dei Sindaci e delle Comunità.

Una sinergia finalizzata alla costruzione di una strategia non basata su interventi straordinari, ma sulla sperimentazione di interventi ordinari e permanenti sia sul fronte dei diritti di cittadinanza, che su quello del mercato e della valorizzazione del patrimonio territoriale locale.

Non progetti allora, ma una strategia d’insieme, con un’attenzione puntuale all’individuazione dei protagonisti, dei creativi, degli innovatori, prima ancora che della azioni da sostenere. Un disegno che ha lo scopo di identificare, attraverso occasioni di confronto aperto, acceso e informato, le filiere cognitive su cui basare l’emersione di una nuova visione del territorio.

Un impianto concettuale di base a cornice di un processo di «sperimentalismo democratico», con la consapevolezza della nostra ignoranza e della necessità che l’attuazione sia disegnata in modo da apprendere e continuamente aggiustare il tiro.
Le regole del gioco sono chiare, ma non essendo strette e immodificabili, danno al tempo stesso a tutti gli attori la possibilità di «apprendere per strada», di modificare in modo motivato e comprensibile la rotta.

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