Leopolda vs CGIL? Il mio PD è luogo di confronto, così potrà restare grande.

Leopolda vs CGIL? Il mio PD è luogo di confronto, così potrà restare grande.

Ricordo che quattro anni fa Matteo Renzi mi invitò alla Leopolda in qualità di Sindaco più giovane d’Italia. Rimasi lusingata, ma decisi di non andare.
Da allora, ma anche da prima, le varie anime del PD si sono organizzate, hanno animato il dibattito politico attraversando anche una primaria per eleggere il segretario del Partito. Da quelle esperienze sono venuti fuori importanti spunti di riflessione che spesso sono stati tradotti in disegni di legge e poi in leggi, in strumenti di cambiamento e crescita. Un’azione politica sana che ha messo in moto alcuni pezzi di paese.

Ecco, questo weekend appena trascorso e’ stato un mix di azioni politiche, ma io distinguerei la contrapposizione dalla dialettica politica, perché nel tempo questa distinzione ho imparato a farla.

Un pezzo importante della società, che col PD si interseca, è sceso in piazza perché nella piazza libera e democratica riconosce lo spazio di un agire politico che viene da lontano, da una tradizione sì del 900, ma che noi non abbiamo mai pensato di denigrare quando le stesse piazze le abbiamo riempite contro Silvio Berlusconi e contro le sue scelte economiche e sociali.

Il tema è il lavoro, il futuro.

Concordo con Matteo Renzi, quando dice che il posto fisso oggi non ce lo concede più nessuno. Lo penso da un po’. Almeno da quando la mia generazione, ha iniziato a capire che il lavoro doveva inventarselo per non restare indietro, per non restare nel limbo delle nuove povertà.

Ma a questa generazione non possiamo dire soltanto inventatevi un lavoro, poiché quando questi ci saranno riusciti noi dovremmo consegnare loro, comunque, le condizioni perché il lavoro sia il luogo della dignità umana, dei diritti civili.

La piazza di San Giovanni, la manifestazione della CGIL che ha coinvolto centinaia di migliai di cittadini non può essere derubricata a mera difesa dell’art. 18, e penso che il partito democratico a partire dal Suo segretario dovrà prendere atto dei contenuti e delle richieste avanzate.

Io credo, che un partito forte, grande e plurale come il nostro, possa e debba essere soprattutto unitario, capace cioè, con in testa il Segretario, di trovare il percorso dell’unione e non della dequalificazione reciproca. Dentro questo percorso possono e debbono starci tutti quelli che credono sia possibile, poichè l’alternativa sarebbe cedere alle destre una prateria politica in cui hanno sguazzato un questi ultimi decenni. E noi no lo permetteremo.

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