Le 4 principali novità per le Partite IVA

Le 4 principali novità per le Partite IVA

La legge di stabilità 2016 con le misure rivolte a partite IVA e Professionisti consolida ulteriomente l’attenzione del Governo nei confronti di queste categorie che contribuiscono al 12,5% del PIL nazionale; è la dimostrazione dell’unità di intenti già messa in campo col tavolo libere professioni  istituito al MISE e col ddl Concorrenza.

Quattro le novità:

  1.  Regimi agevolati per i Lavoratori Autonomi e le Partite IVA: si evidenzia un ammorbidimento delle condizioni che consentono l’accesso e la permanenza dei professionisti all’interno del regime forfettario con aliquota imponibile sul reddito imponibile del 15%. Inoltre, per i Professionisti tecnici la soglia per rientrare passa da 15.000 euro a 30.000 euro, mentre per chi lavora nelle attività “Costruzioni e attività immobiliare” sale da 15.000 euro attuali a 25.000 euro.
  2. Regimi fiscali agevolati previsti anche per chi intende creare una start up: l’aliquota applicabile per questo genere di attività imprenditoriali passa dal 10 al 5% e si estende anche il periodo in cui sarà possibile sfruttare questa agevolazione dagli attuali 3 a 5 anni.

Restano uguali, rispetto alla scorsa Legge di Stabilità, le condizioni da rispettare per usufruire di questo regime agevolato;

  1. Gestione separata INPS per i Lavoratori Autonomi e Partite IVA che vi aderiscono: per l’anno prossimo l’aliquota contributiva richiesta sarà del 27% anziché del 28%, come era stato previsto dal Decreto Milleproroghe.
  2.  I vantaggi dal Jobs Act Autonomi: si rivolge a diversi soggetti (professionisti iscritti alla gestione separata INPS e professionisti iscritti agli Albi). I vantaggi sono i seguenti:
  • l’applicazione di interessi di mora in caso di ritardato pagamento della parcella;
  • la totale deducibilità delle spese di formazione e aggiornamento professionale fino a un massimo di 10.000 euro;
  • la deducibilità fino a 5.000 euro per le spese rivolte alla riqualificazione professionale, all’autoimprenditorialità e all’orientamento per il nuovo inserimento nel mondo del lavoro;
  • l’indennità di maternità INPS a prescindere dalla reale astensione dal lavoro. Per i bambini nati nel 2016, il congedo parentale si allunga di 6 mesi entro i primi 3 anni di età.
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