JOBSAct, Art 18: c’è l’accordo nel PD.

JOBSAct, Art 18: c’è l’accordo nel PD.

“Un buon accordo che aiuta il lavoro” leggi su SenatoriPD.it

L’accordo recepisce la parte del documento della direzione Pd che impegna il governo a salvare il reintegro sui licenziamenti “per motivi discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa qualificazione specifica delle fattispecie” che saranno definite nei decreti delegati. Ma non solo. Nella mediazione, infatti, ci sarebbero altre aperture da parte dell’esecutivo a partire dai paletti alle novità sui controlli a distanza.

Da Bucarest, il premier Matteo Renzi dice: “La partita è chiusa, il parlamento voterà nelle prossime ore e dal 1° gennaio avremo chiarezza sulle regole del mercato del lavoro, minori costi per gli imprenditori, più soldi in busta paga per i lavoratori, una riduzione delle forme contrattuali. Non si tolgono diritti ma si riducono gli alibi”. Con il Jobs Act si interverrà sul “meccanismo dell’articolo 18 che va finalmente superato. E’ un grandissimo passo in avanti”. Ciò che sta emergendo – prosegue – è “tutto quello che è stato deciso nella direzione del Pd. Bene così, andiamo avanti” (video). Le riforme, insomma, “non si fermano più”, insiste il capo del governo, allargando il discorso anche alla legge elettorale, dopo il rinnovato patto con Silvio Berlusconi, sulla quale “non c’è nessuna trattativa”.

JobsAct, approfondimento su repubblica.it

Jobs Act al traguardo: articolo 18 resta per licenziamenti discriminatori e disciplinari

La legge delega potrebbe essere approvata dalla Camere dopo aver recepito un paio di emendamenti il 26 novembre: poi tornerà al Senato. I decreti attuativi chiariranno per quali fattispecie resta il reintegro. Per gli altri ci sarà un indennizzo certo e crescente con l’anzianità

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