Come cambia la Giustizia? Cosa cambia per i cittadini?

Come cambia la Giustizia? Cosa cambia per i cittadini?

Montesquieu sosteneva che “Giustizia ritardata è giustizia negata”.

La connessione intellettuale con gli albori delle democrazie illuministe è una prova del tentativo di questo Governo di ridare all’Italia una struttura, anche nel campo della giustizia, che abbia un’anima politica, una visione futura strategica. La riforma sulla giustizia civile è un grande passo avanti, troppi processi pendenti e troppi cittadini, le loro storie, famiglie ed imprese aggrovigliate in processi infiniti.
Io non credo che la “giustizia giusta” sia chimera politica ma un’utopia reale, una declinazione temporale delle cose giuste nel momento, storico, giusto.
Non è un caso ad esempio che in questi giorni, la “legge Severino” ha trovato un muro su cui si è, in parte, infranta. La vicenda del sindaco di Napoli, De Magistris, prima e dell’ex sindaco di Agrigento, Zambuto, dopo, hanno posto l’attualità di una rivisitazione di quella legge, di quel senso di giustizia.
Se la Giustizia, il suo apparato burocratico e umano, vengono resi più efficienti chi ne guadagna è il cittadino, le famiglie e le imprese. E ne guadagna anche l’Italia che di efficienza e rapidità, in questa fase, ha assoluto bisogno.

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