Un milione di euro per la A20 fra Castelbuono e Campofelice

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Lungo l’autostrada A/20 Messina – Palermo, ed in particolare in corrispondenza dello svincolo per Castelbuono (km 154+600) e subito dopo il viadotto denominato “Campofelice” (km 178+400), si sono avuti n. 2 distinti dissesti che hanno interessato la carreggiata di valle (direzione Palermo).

In corrispondenza dello svincolo per Castelbuono il dissesto è stato causato da un movimento franoso che si estende per lo più a valle dell’A/20, ma la cui nicchia di distacco raggiunge le piste autostradali per Palermo e per Castelbuono.

L’altro dissesto, ovvero quello posto subito dopo il viadotto “Campofelice”, ha interessato principalmente la corsia di sorpasso della carreggiata in direzione Palermo.

Per procedere alla messa in sicurezza dei dissesti di cui sopra è stato redatto un apposito progetto che prevede la realizzazione di due paratie drenanti (ovvero una per ogni dissesto) poste parallelamente al percorso autostradale dissestato.

In particolare, il dissesto in corrispondenza dello svincolo di Castelbuono (km 154+600) sarà stabilizzato mediante l’utilizzo di una paratia, avente lunghezza pari a 70,20 m, composta da una parte strutturale ed una drenante. La parte strutturale è costituita da due file di pali di diametro pari a 1.000mm, di lunghezza pari a 15m, disposti a “quinconce” collegati in testa con una trave in cemento armato. Sono previsti in totale n. 99 pali.

Anche per dissesto ubicato subito dopo il viadotto denominato “Campofelice” (km 178+400) si procederà in maniera analoga a quanto previsto sopra. In questo caso la paratia avrà, però, lunghezza complessiva pari a 35,20m e sarà costituita da n. 53 pali.

Oltre agli interventi di cui sopra saranno realizzate delle opere “complementari” finalizzate al ripristino delle normali condizioni di circolazione, ovvero:

– ripristino degli asfalti;

– ripristino della segnaletica orizzontale;

– ripristino dei sistemi di smaltimento delle acque;

– ripristino delle esistenti barriera di sicurezza.

Agricoltura, Sicilia: dall’UE 111 milioni di euro per campagne di informazione che valorizzino i nostri prodotti

MICHELA GIUFFRIDA – COMMISSIONE AGRICOLTURA PARLAMENTO EUROPEO: “Il rilancio dell’Agricoltura siciliana parte da un forte sostegno alla sua competitività che arriva soprattutto dall’Europa. Dall’UE 111 milioni di euro per campagne di informazione che valorizzino i nostri prodotti”.

Sala stracolma, tanto da non poter ospitare tutti gli intervenuti, e grandissima attenzione di produttori, consorzi, associazioni e organizzazioni agricole all’incontro “Coltiviamo la Sicilia in Europa – Finanziamenti ed opportunita dell’UE per la promozione dei prodotti agricoli” organizzato da Michela Giuffrida, eurodeputato del Pd e unico componente siciliano della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, all’hotel Excelsior Mercure di Catania.
“Le opportunità di finanziamento contenute nel bando europeo per la promozione dei prodotti agroalimentari sembrano scritte per i nostri agricoltori e ho voluto organizzare questo evento portando qui <un pezzo di Europa> – ha detto con una battuta Michela Giuffrida in apertura del suo intervento – favorendo il confronto diretto tra Istituzioni comunitarie e comparto agricolo siciliano grazie alla presenza di un alto funzionario della Commissione Europea, il dott. Diego Canga Fano, capo delle Relazioni multilaterali e politica di qualità e dell’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.
Il Programma sulla promozione, con la sua importante dotazione finanziaria di 111 milioni di euro solo per il 2016 – precisa l’eurodeputato – e con stanziamenti che arrivano sino ai 200 milioni di euro nel 2019, può essere un’ottima opportunità per i nostri produttori consapevoli che l’agroalimentare siciliano è ricco di eccellenze che troppo spesso non trovano spazio sul mercato interno e che dunque è necessario aprirsi a nuovi mercati, come quelli esteri, molto più redditizi anche se più difficili da penetrare. Appare sempre più evidente – sottolinea Giuffrida – che il mondo agricolo, in particolare quello del Sud, si debba organizzare con una strategia di lungo periodo per essere competitivo sul mercato.
Un esempio? Il programma finanzia le azioni d’informazione che mettono in evidenza le specificità dei metodi di produzione agricola, in particolare sul piano della sicurezza degli alimenti, della tracciabilità, dell’autenticità, dell’etichettatura, come pure delle caratteristiche intrinseche dei prodotti agricoli e alimentari, e delle loro diversità e tradizioni. Sono tutti elementi su cui l’agroalimentare siciliano punta da sempre. Oggi, con questo regolamento e le sue misure – aggiunge l’eurodeputato – abbiamo i fondi necessari a pubblicizzare e mettere in evidenza all’estero i tratti distintivi dei nostri prodotti, e tutto ciò che costituisce, da sempre, l’eccellenza delle nostre produzioni.
Si possono fare progetti per rafforzare la consapevolezza dell’autenticità delle denominazioni d’origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite dall’Unione. La nostra Regione conta 29 tra DOP e IGP, dall’arancia rossa di Sicilia, alla ciliegia dell’Etna, passando per il pistacchio di Bronte e molte altre, che hanno adesso la possibilità di decollare sui mercati esteri dove c’è una forte domanda di <Made in Sicily>.
Partecipazione a manifestazioni – elenca l’eurodeputato – fiere ed esposizioni di importanza nazionale, europea o internazionale, pubbliche relazioni ed eventi stampa, configurazione, manutenzione, aggiornamento del sito web, pubblicità per stampa, TV, radio, servizi online, attività in ambienti esterni, cinema, kit mediatici, gadget promozionali, video promozionali, stand in fiere, seminari, workshop, incontri tra imprese, formazioni per la vendita/corsi di cucina, attività nelle scuole, settimane dei ristoranti, sponsorizzazione di eventi e viaggi di studio in Europa, promozione presso i punti vendita, giornate di degustazione e promozione nelle pubblicazioni destinate ai dettaglianti, pubblicità presso i punti vendita. Queste sono solo alcune delle idee su cui fondare un progetto di promozione che verrà finanziato dalla Commissione europea fino all’80% purché risponda – precisa Michela Giuffrida – a tre semplici, quanto fondamentali criteri: una struttura di gestione efficiente, una strategia chiara e una descrizione precisa dei risultati attesi sui mercati obiettivo. Criteri che possono essere soddisfatti grazie ad una necessaria aggregazione in Organizzazioni di Produttori, prime beneficiarie del bando e strumento individuato come capace di rilanciare il settore agricolo, e rendere i nostri produttori competitivi sul mercato globale. L´agroalimentare rappresenta il 34% del PIL della nostra Regione, le aziende agricole attive in Sicilia – elenca l’eurodeputato – sono 219.677 e coprono il 13,6% del totale nazionale. 83 mila imprese agricole attive, 150 mila lavoratori e 15 milioni di giornate lavorative l’anno. Siracusa, Ragusa e Catania insieme costituiscono il 44% del Pil Agri-siciliano.
La Sicilia ha tra l’altro un primato indiscusso: è la regione più biologica d’Europa. Un settore che viene ritenuto il futuro stesso dell’agricoltura e la cui domanda è in costante crescita. Sono tutti elementi che vanno messi a frutto – conclude l’eurodeputato – affidando agli attori principali del sistema agricoltura il ruolo della condivisione di un sistema strategico di sviluppo che veda la Sicilia finalmente protagonista del rilancio del suo settore economico più importante.