Pari opportunità, parte da Pollina la prima rete europea di donne sindaco

Pari opportunità, parte da Pollina la prima rete europea di donne sindaco

Si scrive ‘WOMEN’, traduzione inglese di ‘donne’, ma si legge ‘WOman Mayors European Network’.

È la prima rete europea di donne sindaco in grado di favorire la cooperazione tra i rappresentanti e promuovere le pari opportunità. Il patto per la creazione della rete è stato firmato ieri pomeriggio nell’aula consiliare del comune di Pollina, dove il sindaco Magda Culotta, assieme alle prime cittadine di Ciudad Real (Spagna), Association of South-Western Municipalities-(Bulgaria), Labin (Croazia) e Tetovo (Macedonia) si sono riunite per la tappa conclusiva del progetto europeo POWER, di cui il borgo madonita è il Comune capofila. ll progetto, articolato in tre anni (2014-2016), con l’organizzazione di sei eventi in giro per l’Europa, ha permesso il confronto tra le diverse politiche di genere realizzate nei diversi Comuni, creando una ‘fotografia’ sulla reale situazione delle pari opportunità in Europa. “Siamo riuscite a raggiungere l’obiettivo prefissato – commenta il sindaco Magda Culotta – e cioè quello di avviare, insieme alle altre colleghe, una rete di donne sindaco capaci di cooperare per la promozione delle pari opportunità, non solo a livello locale ma in tutta Europa”.

women

Le Madonie selezionate per la Strategia Nazionale Aree Interne

“Quando il presidente della commissione esaminatrice, Fabrizio Barca, è venuto sulle Madonie per conoscere l’area, non avevo dubbi, che la scelta dell’area prototipale per la SNAI, ricadesse sul nostro comprensorio. I nostri Comuni – afferma Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd – unendo le loro forze hanno potenzialità e risorse capaci di avviare un nuovo modello di sviluppo politico-economico e di dare un contributo determinante alla ripresa. Proprio per questo, assieme agli altri sindaci e al presidente di Sosvima Alessandro Ficile, abbiamo lavorato molto affinché le buone pratiche del territorio venissero riconosciute anche a livello nazionale. E oggi non possiamo che essere orgogliosi di questo risultato”

La Strategia Nazionale delle Aree Interne in breve.

  • Dicembre 2012. Quali sono le Aree Interne del Paese? La risposta è arrivata dal Seminario su “Le Aree Interne: nuove strategie per la programmazione 2014-2020 della politica di coesione territoriale”, tenutosi a Roma. L’evento si è concluso con la firma di un Documento di Intenti da parte degli  allora Ministri della Coesione Territoriale, dell’Agricoltura, dell’Istruzione, della Salute e del Lavoro. L’impegno: realizzare un percorso comune per la valorizzazione delle realtà produttive locali ma anche per innovare l’offerta dei sevizi pubblici: scuola e salute in primis, senza dimenticare la capacità di mobilità interna ed esterna dei cittadini di queste aree.
  • Marzo 2013. Con il Forum Aree Interne di Rieti, organizzato dal DPS in collaborazione con le Regioni e i piccoli comuni del Paese, si è discusso delle potenzialità delle Aree Interne (sistemi agro-alimentari, energia rinnovabile, tutela del territorio attraverso il coinvolgimento delle comunità locali; valorizzazione delle risorse naturali e culturali; saper fare locale) e della necessità di rimodulare i servizi sulle caratteristiche dei territori. La ricchezza dei contenuti trattati, introdotti da esperti e dagli stessi attori delle Aree interne (i Sindaci e i responsabili dei progetti presentati), ha aperto la strada alla successiva stesura della Strategia nazionale.
  • Maggio-agosto 2013. Una serie di riunioni tra il DPS, le altre Amministrazioni centrali di riferimento e i rappresentanti delle diverse Regioni italiane sancisce l’inizio del negoziato Aree Interne. Le modalità e le tipologie di intervento discusse confluiscono nell’ Accordo di Partenariato (versione dicembre 2013) e, in maniera più esaustiva, nel testo della Strategia Nazionale.
  • Settembre 2013. Con la fase di interlocuzione bilaterale tra il Comitato tecnico per le Aree interne e le singole Regioni si iniziano ad individuare le prime aree oggetto del l’attuazione della Strategia, prevista per l’autunno del 2014.

La Strategia, oltre alla definizione degli obiettivi, mette nero su bianco come raggiungerli e attraverso quali innovazioni di metodo.

Obiettivo

2 Classi di azioni complementari

3 Innovazioni

  • Miglioramento delle tendenze demografiche in atto, attraverso:
  • aumento del benessere della popolazione locale;
  • aumento della domanda locale di lavoro (e dell’occupazione);
  • aumento del grado di utilizzo del capitale territoriale;
  • riduzione dei costi sociali della de-antropizzazione;
  • rafforzamento dei fattori di sviluppo locale.
  • Adeguamento della qualità e quantità dei servizi essenziali;
  • Progetti di sviluppo locale, in almeno due dei seguenti settori:
    sistemi agro-alimentari; energia rinnovabile; tutela del territorio e comunità locali; valorizzazione delle risorse naturali e culturali; saper fare locale.
  •  Intervento inizialmente limitato a poche aree;
  • Carattere nazionale e coinvolgimento di tutti i livelli di governo, dei diversi fondi europei disponibili e dell’intervento ordinario di Comuni, Regioni e Stato centrale;
  • Tempi certi, stretto e aperto monitoraggio degli esiti e confronto delle esperienze realizzate.

 

Il Decreto Milleproroghe nel dettaglio

Il Decreto Milleproroghe nel dettaglio

Ecco cosa contiene il DECRETO MILLEPROROGHE :

– Mediazione sugli sfratti, proroga del vecchio forfait dei minimi, rateazione ‘bis’ dei debiti con il fisco, ma anche una serie di micromisure tagliate sulle esigenze di specifici territori, dall’Emilia all’Aquila ai 519 collaboratori scolastici di Palermo, passando per i criticati sconti sulle sanzioni ‘salva-Lazio’ e ‘salva-Venezia’. Sono le novità del Milleproroghe inserite con una maratona notturna dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera, nel testo poi passato all’Aula con la richiesta di fiducia del governo per spedirlo al più presto al Senato, dove è atteso per la seconda lettura, blindata, prima della scadenza del 3 marzo.
Ecco in sintesi le principali novità introdotte alla Camera:

– SFRATTI, PER 4 MESI SI PUO’ CHIEDERE STOP: alla fine non si tratta di una “proroga perpetua”, come ha sottolineato Maurizio Lupi, ma di una soluzione ‘ponte’ attenta ai nuclei più bisognosi, che consente di valutare “caso per caso”. Il giudice, su richiesta, potrà sospendere l’esecuzione di uno sfratto “fino al centoventesimo giorno dall’entrata in vigore della legge di conversione”, per consentire il “passaggio da casa a casa”.

– ‘SALVA-MINIMI’, STOP ANCHE AUMENTO CONTRIBUTI: tra le misure più attese, torna in vita il vecchio regime dei minimi Iva (con tassazione agevolata al 5%) che coesisterà per tutto il 2015 con il nuovo regime (al 15%). Fermato per quest’anno anche l’aumento dei contributi per gli autonomi iscritti alla gestione separata Inps, che restano al 27% per poi salire gradualmente Niente da fare per l’aumento dell’Iva sul pellet.

– RATEAZIONE BIS EQUITALIA: si riaprono i termini per chiedere un piano di rate per i debiti con il fisco. Chi è decaduto fino a fine 2014 può fare la richiesta entro il 31 luglio. Niente azioni esecutive per chi accede a un nuovo piano.

– Non sono state invece introdotte modifiche alle norme sulle frequenze tv. Rimane dunque lo sconto sul canone per le frequenze di Rai e Mediaset, così come rimane la competenza dell’Agcom in materia. Anche se da alcuni fonti parlamentari fanno sapere che le proposte di modifiche verranno ripresentate con un nuovo provvedimento, forse con il decreto dell’investment compact, che contiene la riforma del credito e delle banche popolari.

– RIENTRO CERVELLI: se ne era parlato già con l’Investment compact, alla fine la proroga degli incentivi per arginare la ‘fuga dei cervelli’ e rendere più invitante la prospettiva di tornare in patria è arrivata, per i prossimi due anni. Passa anche da 4 a 6 anni la durata massima degli assegni di ricerca.

– TORNANO GIUDICI DI PACE NEI PICCOLI COMUNI: fino al 30 luglio i sindaci, anche le unioni di Comuni, potranno chiedere la riapertura degli uffici soppressi per effetto del riordino. Slitta a fine anno il termine per completare l’unione dei Comuni.

– ANTICIPO APPALTI AL 20%: per ‘compensare’ split payment e reverse charge dell’Iva è prorogato fino a fine 2016 l’anticipo di una quota degli appalti alle imprese, quota aumentata al 20% per attenuare i problemi di liquidità delle aziende. Congelato per il 2015 l’ampliamento dell’accesso al Fondo di garanzia per le Pmi alle imprese fino a 499 addetti.

– AVVOCATI E FARMACIE: slitta al 2017 la riforma dell’esame di abilitazione degli avvocati, mentre per due anni la titolarità delle farmacie si potrà ottenere con la sola iscrizione all’albo, salvo che per le 2.600 nuove sedi oggetto del concorso straordinario.

– L’AQUILA E L’EMILIA, E I ‘SALVA’ LAZIO E VENEZIA: arrivate anche alcune proroghe molto attese nei territori. Niente sanzioni per l’Aquila anche nel 2015 per lo sforamento del Patto di Stabilità, misura simile a quella adottata per il Lazio (tra le proteste, in particolare della Lega), e un altro anno ‘di respiro’, fino a metà 2016, per le imprese emiliane che hanno acceso mutui per pagare le tasse. C’è anche il ‘salva-Venezia’ che allenta le sanzioni e consente di assumere nonostante i conti in disordine. Allungato a fine anno anche l’appalto per i collaboratori scolastici di Palermo.