Terre abbandonate ed incolte ai giovani – Ecco come.

Terre abbandonate ed incolte ai giovani – Ecco come.

Qualche tempo fa discutendo con l’ex Ministro Fabrizio Barca e l’attuale Ministro Claudio De Vincenti esposi la mia idea, che avevo avviato come progetto sperimentale nel mio comune, di concedere le terre incolte e abbandonate ai giovani che ne facessero richiesta. Per questo avevo avviato un censimento delle terre incolte e abbandonate nel mio comune.

È un vero piacere che da quella discussione ne sia nata una norma concreta per fare in modo che le terre incolte ed abbandonate, vengano censite e attribuite ai cittadini per fare impresa agricola. (Qui le misure per nuove imprese agricole con 35% finanziamento a fondo perduto)

Recuperare le terre incolte ed abbandonate significa averne cura, rimetterle in produzione e tornare a controllare il territorio al fine di prevedere dissesti ed eventuali incendi.

Di seguito l’incipt dell’articolo a cui faccio riferimento contenuto del DL Mezzogiorno, che potete leggere integralmente qui

Articolo 3.

(Banca delle terre abbandonate o incolte e misure per la valorizzazione dei beni non utilizzati)

1. Per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito dei giovani, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è individuata in via sperimentale la seguente procedura di valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono ai sensi del comma 2. 2. Ai fini dell’individuazione delle aree di cui al comma 1, si considerano abbandonati o incolti: a) i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno dieci anni, in base ai principi e alle definizioni di cui al regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 e alle disposizioni nazionali di attuazione; b) i terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arboree, ad esclusione di quelli considerati bosco ai sensi delle leggi in materia, nei quali non siano stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi quindici anni;

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35% a fondo perduto per giovani agricoltori del SUD

35% a fondo perduto per giovani agricoltori del SUD

Finanziamento al 35% a fondo perduto più 60% a tassi agevolati per nuovi imprenditori agricoli al sud.

Questa è una misura contenuta nel Decreto Legge “Mezzogiorno” che ha come scopo quello di incentivare l’imprenditoria agricola nelle regioni del sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’agricoltura, specie al sud, ha necessità di essere sostenuta e di incentivare buone pratiche che portino qualità ed innovazione. Insieme a questo infatti sempre nel DL Mezzogiorno è stata inserita una misura per il recupero delle terre abbandonate ed incolte. Leggi i dettagli qui

 

Qui di seguito gli articoli del Decreto Mezzogiorno che prevedono le misure di agevolazione per nuove imprese agricole giovanili nel sud.

Articolo 2.

(Misure e interventi finanziari a favore dell’imprenditoria giovanile in agricoltura e di promozione delle filiere del Mezzogiorno)

1. Al fine di estendere la misura Resto al Sud alle imprese agricole, all’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ai medesimi soggetti può essere concesso, in alternativa ai mutui agevolati di cui al periodo precedente, un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile nonché mutui agevolati, a un tasso pari a zero, di importo non superiore al 60 per cento della spesa ammissibile».

2. Per le agevolazioni in favore delle imprese agricole ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia di cui al comma 1 sono destinate risorse pari a 5 milioni di euro nel 2017 ed a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020 di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 3. All’articolo 2 della legge 28 ottobre 1999, n. 410, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: «2-bis. Le attività di cui ai commi 1 e 2 possono essere svolte dai consorzi agrari anche mediante la partecipazione a società di capitali in cui i consorzi dispongano della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria. Le attività esercitate dalle predette società partecipate a favore dei soci dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione hanno natura mutualistica ad ogni effetto di legge.».

 

ART BONUS. Come funziona? Chi ne beneficia?

ART BONUS. Come funziona? Chi ne beneficia?

SCOMMETTERE SULLA CULTURA
La bellezza delle nostre città, dei paesaggi, il patrimonio culturale ed artistico sono la vera ricchezza dell’Italia. Così unico al mondo, può contare su 53 siti UNESCO e migliaia tra musei, parchi archeologici, chiese, borghi. Una miniera d’oro da tutelare, valorizzare e vivere, ed anche una risorsa che ci consente e potrebbe contribuire ancora di più a sviluppare la nostra economia, in particolare quella dell’accoglienza turistica. Ci abbiamo messo un impegno straordinario, molte risorse e tanti provvedimenti, come quello che presentiamo oggi.

L’ART BONUS E I BENEFICI FISCALI
Introdotto un regime fiscale agevolato sotto forma di credito d’imposta in favore di chi effettua erogazioni in denaro per interventi di manutenzione e restauro, o di realizzazione di nuove strutture. Benefici fiscali anche per la produzione cinematografica e audiovisiva per attrarre investimenti esteri. Misure di risanamento per fondazioni lirico-sinfoniche in particolare su esuberi, statuti, trattamenti economici e fondi. In tre anni (2014/2017) sono 4.250 i mecenati che hanno donato quasi 158 milioni di euro per 1.150 interventi (dati Mibact).

L’OCCUPAZIONE PER I GIOVANI
Istituti e luoghi di cultura possono utilizzare con contratti a tempo determinato professionisti di età non superiore i 40 anni per tutela, vigilanza e valorizzazione dei beni. Stesse finalità, nell’ambito del servizio nazionale civile, sono previste per i professionisti di età non superiore a 29 anni. Si tratta di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologie, storici dell’arte.

I GRANDI PROGETTI
A valorizzare beni o siti di eccezionale interesse che necessitano di interventi urgenti c’è il Piano strategico annuale con specifica autorizzazione di spesa. Grazie al Programma Italia 2019 di valorizzazione delle candidature delle città italiane si è ottenuto il successo di Matera “Capitale della cultura europea”. Che si aggiunge ai Grandi Progetti per Pompei e la Reggia di Caserta. Mentre ogni anno il Cdm conferisce ad una città il titolo di “Capitale italiana della cultura”. Raggiunto il record di 45,5 milioni di ingressi nei musei, con una crescita di incassi nell’ultimo triennio pari a 47 milioni di euro.

SEMPLIFICAZIONI BUROCRATICHE E RIORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO
Chiariti i termini di efficacia e di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e semplificata la riproduzione dei beni culturali e la consultazione degli archivi. La riorganizzazione del Mibact permette maggiore flessibilità nella gestione degli uffici in caso di calamità e modifica la disciplina delle soprintendenze speciali con un amministratore unico al posto del Cda.

TURISMO E RIORDINO DELL’ENIT
Favorita digitalizzazione (oltre 2.500 realtà hanno dedotto il 30%delle spese nel 2016) e ristrutturazione degli esercizi turistici (2.084 le imprese che ne hanno beneficiato nel 2016) e introdotto l’aggiornamento degli standard minimi, insieme alla riclassificazione delle strutture ricettive. Con la promozione: della semplificazione amministrativa e fiscale nei distretti turistici; di piani straordinari della mobilità turistica; delle conferenze di servizi; di percorsi ed itinerari culturali. Trasformazione dell’Enit in ente pubblico economico, inserendo tra gli ambiti di intervento la commercializzazione dei prodotti enogastronomici e la realizzazione della carta del turista.

Culotta (PD): “Approvata legge sui Beni Confiscati, così mai più casi Saguto”

Culotta (PD): “Approvata legge sui Beni Confiscati, così mai più casi Saguto”

Beni Confiscati – Culotta (PD) “Importante passo in avanti in risposta agli ultimi fatti di cronaca giudiziaria di Palermo”.

Paletti fissi per il ruolo di amministratore giudiziario non solo per l’obbligo di iscrizione nell’apposito albo ma anche per la limitazione del numero di incarichi, con l’intento di eliminare la possibilità di monopolio di alcuni soggetti in questo settore, oltre che divieto incompatibilità assoluta in caso di rapporti di parentela, affinità, convivenza o anche solo l’assidua frequentazione con un qualunque magistrato dell’ufficio giudiziario che conferisce l’incarico.

Sono questi alcuni degli elementi contenuti nel testo appena approvato alla Camera.

“Grazie a questa legge, Che ha anche ricevuto il contributo delle più importanti associazioni nazionali contro le mafie – dichiara la deputata Magda Culotta – non avremo più casi Saguto, colpiremo al massimo gli illeciti e tuteleremo al contempo le attività e i lavoratori sui territori in cui le stesse ricadono”

 

qui il testo