Legge delega sul Codice appalti

Legge delega sul Codice appalti

Il provvedimento in pillole

Il ddl delega approvato oggi al Senato e atteso alla Camera autorizza il governo ad adottare un decreto legislativo (entro 6 mesi) per l’attuazione di tre direttive europee (sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) che sostituirà le attuali norme in materia.
Vediamo le principali novità.

STOP A MASSIMO RIBASSO
Tra le novità più rilevanti, arriva uno stop per le aggiudicazioni con il massimo ribasso.
‘Utilizzo, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, misurata sul ‘miglior rapporto qualità/prezzo’, regolando espressamente i casi e le soglie di importo entro le quali è consentito il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d’asta, nonché determinazione delle modalità più agevoli di individuazione ed esclusione delle offerte anomale, con particolare riguardo ad appalti di valore inferiore alle soglie comunitarie’, è infatti uno dei criteri centrali della delega.
L’applicazione dell’aggiudicazione del prezzo o del costo è esclusa per l’aggiudicazione dei contratti pubblici relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica per cui varrà solo il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

CODICE SNELLO: DRASTICA RIDUZIONE NORME
Il nuovo Codice dovrà raggiungere l’obiettivo di ‘una drastica riduzione e razionalizzazione del complesso delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti e un maggiore livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti’, stabilisce ancora la delega.
All’interno di questo quadro, però, dovranno essere tenuti ‘in debita considerazione gli aspetti peculiari dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e dei diversi settori merceologici e di attività e salvaguardando una specifica normativa generale di settore per quanto riguarda il settore dei servizi sostitutivi di mensa’.

ALT DEROGHE (TRANNE CHE PER PROTEZIONE CIVILE)
‘Espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie – specifica ancora la delega – ad eccezione di singole fattispecie connesse ad urgenze di protezione civile determinate da calamità naturali, per le quali devono essere previsti adeguati meccanismi di controllo e di pubblicità successiva’.

INDIVIDUARE CASI PROCEDURA NEGOZIATA IN CUI SERVE GARA
Individuare ‘espressamente’ i casi nei quali, in via eccezionale, è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza precedente pubblicazione di un bando di gara. Il principio è stato arricchito stabilendo ‘il ricorso a conti dedicati per le imprese aggiudicatrici di appalti pubblici attraverso i quali regolare tutti i flussi finanziari dei pagamenti verso tutti i prestatori d’opera e di lavoro e verso tutte le imprese che entrano a vario titolo in rapporto con l’impresa aggiudicatrice in relazione agli appalti assegnati’.

ANAC PIÙ FORTE: IN ARRIVO PIÙ POTERI
Promozione dell’efficienza, sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione.
E ancora: poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante. Sono i nuovi poteri attribuiti all’Autorità guidata da Raffaele Cantone.

RIDOTTE LE STAZIONI APPALTANTI
È stato uno dei punti cruciali e dibattuti. Si prevede ‘per gli affidamenti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria, un livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma, per gli affidamenti di importo superiore a 100mila euro e inferiore’ alle soglie comunitarie ‘aggiudicati da Comuni non capoluogo di provincia, livelli di aggregazione subprovinciali, definendo a tal fine ambiti ottimali territorialmente omogenei e garantendo la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche’. Il loro numero dovrebbe essere fissato in circa 200 unità.

BASTA VARIANTI (SÌ SOLO SE MOTIVATE)
Nel dlgs troveranno spazio misure per ‘contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera, distinguendo in modo dettagliato tra variazioni sostanziali e non sostanziali, in particolare nella fase esecutiva e con specifico riferimento agli insediamenti produttivi strategici e alle infrastrutture strategiche private di preminente interesse nazionale’.

STOP DIRETTORE/RESPONSABILE LAVORI A CONTRAENTE GENERALE
Vietato, negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale, l’attribuzione dei compiti di responsabile o direttore dei lavori allo stesso contraente generale. È un’altro degli aspetti principali del testo.
Sempre in riferimento agli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale, sarà creato, presso il ministero delle Infrastrutture, un albo nazionale dei soggetti che possono ricoprire rispettivamente i ruoli di responsabile dei lavori, di direttore dei lavori e di collaudatore, prevedendo specifici requisiti di moralità, di competenza e di professionalità.

‘PREMIATE’ IMPRESE LOCALI
La delega prevede poi la ‘valorizzazione delle esigenze sociali e di sostenibilità ambientale, mediante introduzione di criteri e modalità premiali di valutazione delle offerte nei confronti delle imprese che, in caso di aggiudicazione, si impegnino, per l’esecuzione dell’appalto, a utilizzare anche in parte manodopera o personale a livello locale’.

VIA OBBLIGO GARA PER CONCESSIONI IN PROJECT FINANCING
Escludere dall’obbligo per i soggetti pubblici e privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici già esistenti o di nuova aggiudicazione, di affidare tutti i contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni (‘e di importo superiore a 150mila euro’) mediante procedura ad evidenza pubblica, anche di tipo semplificato, prevedendo, per le concessioni già in essere, un periodo transitorio di adeguamento non superiore a dodici mesi.
E ancora: escludere dall’obbligo ‘unicamente le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con la formula della finanza di progetto e le concessioni in essere affidate con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo il diritto dell’Unione europea, per le quali continuano comunque ad applicarsi le disposizioni in materia di affidamento di contratti di appalto vigenti alla data di entrata in vigore’ della legge delega.
È uno dei principi delega.

NOVITÀ PER LE CONCESSIONI AUTOSTRADALI
‘Avvio delle procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento delle nuove concessioni autostradali non meno di ventiquattro mesi prima della scadenza di quelle in essere, con revisione del sistema delle concessioni autostradali, con particolare riferimento all’introduzione di un divieto di clausole e disposizioni di proroga, in conformità alla nuova disciplina generale dei contratti di concessione’. È una delle novità più rilevanti del testo in tema di concessioni autostradali.
Saranno escluse dalla procedura di evidenza pubblica, le concessioni autostradali dove il controllo sia esercitato da soggetti pubblici.

LOBBY PIÙ TRASPARENTI
La delega prevede poi di stabilire ‘trasparenza nella partecipazione dei portatori qualificati di interessi nell’ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e contratti di concessione nonché nella fase di esecuzione del contratto’.

ANCHE IN ITALIA IL DÉBAT PUBLIC (COME IN FRANCIA)
La delega prevede poi la ‘previsione di forme di dibattito pubblico, ispirate al modello del débat public francese, delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali aventi impatto sull’ambiente o sull’assetto del territorio’.
– See more at: http://www.senatoripd.it/doc/12109/legge-delega-sul-codice-appalti.htm#sthash.ThublSej.dpuf

Approvato alla Camera il DL banche, si rinnova radicalmente la disciplina delle banche popolari

Approvato alla Camera il DL banche, si rinnova radicalmente la disciplina delle banche popolari

Gio, 12/03/2015 – 09:34
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Il provvedimento all’esame, prevede, una profonda riforma delle banche popolari e affronta due questioni cruciali nell’attuale fase economica, il rilancio degli investimenti e l’accesso al credito. In particolare, al fine di rafforzare il settore bancario e adeguarlo al nuovo scenario europeo derivante dall’unione bancaria, si innova radicalmente la disciplina delle banche popolari, che vengono pertanto distinte in due categorie, a seconda della dimensione dell’attivo. Per quelle il cui attivo è inferiore a 8 miliardi si preserva il ruolo di istituti con vocazione territoriale. Pur mantenendo i tratti essenziali del modello cooperativo (voto capitario, limiti al possesso azionario, gradimento) vengono introdotti alcuni correttivi, allo scopo di favorire una governance efficiente e un migliore accesso al mercato dei capitali quali la possibilità di emettere strumenti finanziari con specifici diritti patrimoniali e di voto, l’allentamento dei vincoli sulla nomina degli organi di governo societario, con l’attribuzione di maggiori poteri agli organi assembleari, l’introduzione di limiti al voto capitario.
Quelle il cui attivo è superiore a 8 miliardi dovranno necessariamente trasformarsi in SpA entro 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento attuativo della Banca d’Italia, così da adeguare alle prassi ordinarie la governance degli istituti di credito popolari di maggiori dimensioni che nella maggioranza sono anche società quotate in borsa. Il secondo blocco, come detto, riguarda il rilancio degli investimenti.
In particolare, si introduce la definizione di piccole e medie imprese innovative, che potranno accedere ad alcune delle misure agevolative attualmente riservate alle start-up innovative, tra le quali quelle in materia di raccolta di capitale di rischio, consentendo che essa avvenga mediante portali online (cosiddetto crowdfunding).
Vengono inclusi, inoltre, i marchi commerciali tra le attività immateriali per le quali viene riconosciuto il beneficio fiscale, al fine di attrarre investimenti qualificati nella valorizzazione del capitale immateriale, dei marchi e dei modelli industriali.
Al fine di consentire alle imprese italiane di beneficiare di tutti gli strumenti finanziari di cui beneficiano i loro competitor europei, sono previste agevolazioni fiscali per gli investitori istituzionali esteri che effettuano finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese.
Per velocizzare i finanziamenti previsti dalla cosiddetta legge Sabatini e renderli più convenienti, si prevede la possibilità di utilizzare la provvista autonoma delle banche svincolandole dall’obbligo a ricorrere all’apposito plafond costituito presso Cassa depositi e prestiti, nell’erogazione dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, per investimenti in macchinari, impianti e beni strumentali nuovi ad uso produttivo.

Energie rinnovabili a Pollina, investimenti per tre milioni. Il sindaco Culotta: Entro 5 anni ridurremo emissioni di Co2 di oltre il 70 per cento

Energie rinnovabili a Pollina, investimenti per tre milioni. Il sindaco Culotta: Entro 5 anni ridurremo emissioni di Co2 di oltre il 70 per cento

POLLINA – Energie rinnovabili a Pollina, investimenti per tre milioni. Il sindaco Culotta: Entro 5 anni ridurremo emissioni di Co2 di oltre il 70 per cento

Si comincerà subito con l´aumento dell´uso di fonti di energie rinnovabili. Si proseguirà sostituendo i vecchi impianti di riscaldamento con caldaie ad alto rendimento alimentate a pellets e gli scaldabagni elettrici con sistemi di accumulo a fonte rinnovabile. Ma sono previste anche modifiche al sistema di mobilità, favorendo la riduzione del trasporto privato e incentivando quello collettivo, grazie all´acquisto di autobus e mezzi elettrici che saranno messi anche a disposizione dei turisti. E tutto per portare, entro il 2020, il Comune di Pollina a ridurre le emissioni di Co2 di una percentuale che oscilla tra il 20 e il 74%. Si scrive Paes, si legge Piano di Azione per l´energia sostenibile ed è l´ultima iniziativa – che rientra all´interno della nuova programmazione europea 2014-2020 – intrapresa dall´amministrazione comunale guidata dal sindaco e deputato del PD, Magda Culotta. In questi mesi il Comune ha avviato uno studio sulle cosiddette “emissioni climalteranti”, cui seguirà la programmazione e l’attuazione concreta di misure e azioni che aumenteranno il ricorso alle fonti di energia rinnovabile e il miglioramento dell´efficienza energetica. L´investimento – per un totale di tre milioni di euro di cui 2,1 milioni di interventi pubblici – coinvolgerà partner privati e produrrà nuovi posti di lavoro. Saranno inoltre attuati programmi ad hoc sul risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia grazie alla predisposizione di un inventario (IBE – Inventario Base delle Emissioni), che costituirà una fotografia della situazione energetica comunale rispetto all’anno di riferimento adottato (2011) e agli obiettivi del Patto dei Sindaci. “Pianificare uno studio attento delle energie alternative e valutare politiche sulla Green economy – commenta il sindaco di Pollina – è innanzitutto un dovere morale come amministratore, ma anche una necessità non più rinviabile in un mondo sempre più inquinato. Per questo, su mandato del Consiglio Comunale, lo scorso 30 maggio 2013 abbiamo aderito al Patto dei Sindaci dell’Unione Europea, con l’obiettivo di rendere anche il nostro Comune energeticamente sostenibile. Anche se l´obiettivo del Paes è di raggiungere una riduzione minima del 20% di emissioni di Co2, i nostri interventi puntano alla percentuale massima di riduzione, ovvero del 74 per cento”. Nei prossimi 3-5 anni – che costituiscono la prima fase di attuazione – sono previste una serie di azioni, tra cui l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; l´attuazione di politiche energetiche locali; la produzione di energia elettrica su base locale; la produzione di energia solare, eolica e da biomasse. Dal punto di vista edilizio, si punterà a una riqualificazione del settore pubblico e privato, intervenendo anche sull´aspetto energetico, mentre una parte consistente degli interventi riguarderà la mobilità, con la riduzione del trasporto privato, la promozione nelle scuole e nelle aziende di iniziative per incentivare il trasporto collettivo e azioni di sensibilizzazione della cittadinanza per un uso consapevole delle risorse energetiche legate alla mobilità. Saranno acquistati mezzi elettrici sia per la popolazione locale che per i turisti, saranno sostituiti i due veicoli a benzina del parco auto comunale e installate delle isole per la ricarica dei mezzi elettrici, intervenendo sensibilmente anche sull’illuminazione pubblica stradale e acquistando, per l’alimentazione degli edifici pubblici, energia elettrica verde, proveniente da fonti rinnovabili certificate RECS (Renewable Energy Certificate System). L´intero progetto, predisposto dalla Giunta, giovedì sarà presentato in Consiglio Comunale per l´approvazione. “I vantaggi che arriveranno dal Piano di Azione per l´energia sostenibile – conclude Magda Culotta – saranno molteplici e su più fronti, perché oltre ai benefici per l´ambiente e per la salute pubblica, si otterranno anche economie per i bilanci comunali e risparmi per le tasche dei cittadini. Che, in tempi di crisi, non guasta”.

Per saperne di più
– La Produzione di energia da fonti rinnovabili consente un risparmio di 2.285,54 tCO2 pari al 32,59 % del totale.
L’azione singolarmente più significativa è quella relativa alla sostituzione di scaldacqua elettrici con sistemi di accumulo a fonte rinnovabile, che incide per 917 tCO2, pari al 13,8% del totale di riduzione delle emissioni al 2020. Al settore della Produzione di energia da fonti rinnovabili seguono quello dell’Edilizia Residenziale con un risparmio di 1897 tCO2 (12,8%), trasporti con 581 tCO2 (8%), smaltimento rifiuti e illuminazione pubblica che insieme coprono il 12%, rispettivamente 451,4 tCO2 e 463 tCO2, seguiti dall’Informazione e il Coinvolgimento dei cittadini con 367,6 tCO2 (5%) e infine la Pubblica amministrazione 82 tCO2 (1,17%).
– Gli interventi previsti a Pollina porteranno ad una riduzione di emissioni di anidride carbonica sul territorio comunale di 5.194,98 tCO2, che corrisponde al 74,07% dei consumi finali dei settori considerati nell’elaborazione dell’Inventario Base delle Emissioni al 2011 del comune di Pollina.
– Per quanto riguarda invece le azioni che necessitano di copertura finanziaria, le risorse saranno reperite sia attraverso la partecipazione a bandi europei, ministeriali e regionali sia attraverso forme di autofinanziamento (ricorso a risorse proprie e accessi al credito).
Saranno valutate dalle Amministrazioni Comunali tutte le possibili altre forme di reperimento di risorse finanziarie (fondi di rotazione, finanziamenti tramite terzi, Esco, partnership pubblico – privata).

Il Jobs Act riforma il mercato del lavoro. Ecco cosa prevede davvero

Il Jobs Act riforma il mercato del lavoro. Ecco cosa prevede davvero

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La crisi economica c’è, e la mia generazione ma anche quella dei nostri padri la sta subendo, creando condizioni di instabilità sociale nel Paese. Il Jobs Act rappresenta un passaggio fondamentale, nell’ambito delle riforme, che mette in campo alcune scelte di prospettiva concrete.

Il testo iniziale, aveva mosso critiche da più parti ed animato il dibattito politico fuori ma anche dentro il PD. Grazie ad un lavoro costante e di profonda mediazione, si è perfezionato il testo iniziale. Questo è un risultato politico di non poco conto se pensiamo a quanto le questioni del lavoro hanno diviso il tessuto politico-sociale italiano in questi anni, ed io ritengo sia utile riconoscere lo sforzo fatto da parte di tutti.

Così com’è, il Jobs Act è un disegno di legge delega, che dopo aver ricevuto l’approvazione delle Camere passerà al governo che redigerà i decreti attuativi.

Bisogna pure ammettere, ed è il mio pensiero, che il cosiddetto Jobs Act non è una misura atta a creare nuovi posti di lavoro, ma semmai a regolare aspetti del mercato del lavoro stesso. Dovrà pertanto, essere massima l’attenzione dopo la sua approvazione alle Camere, poiché saranno i vari decreti che da esso scaturiranno che faranno del Jobs Act una riforma reale e concreta.

Per creare lavoro, e garantire anche quello che purtroppo è incerto, servono nuovi investimenti pubblici e privati che ridiano garanzie agli imprenditori stanchi di un sistema farraginoso e ai lavoratori, i cui destini, sono troppo legati all’instabilità economica.

jobs act