Sintesi del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017

Sintesi del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017

Il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017 è legge

Approvato definitivamente il decreto fiscale che prevede l’abolizione di Equitalia, la rottamazione delle cartelle, le semplificazioni fiscali e l’uscita dagli studi di settore

ABOLIZIONE DI EQUITALIA

Dal 1° luglio 2017 Equitalia è sciolta. Competenze e personale passano all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La nuova Agenzia agirà nel rispetto dello Statuto del contribuente e del principio di leale collaborazione tra fisco e cittadini.

L’Agenzia potrà utilizzare, per le attività di riscossione, le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata comprese le banche dati lnps.

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI NOTIFICATE DAL 2000 AL 2016

La domanda di rottamazione potrà essere presentata dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo 2017.

Previste sino a 5 rate per chiudere il debito. Entro il 2017 va versato almeno il 70% del dovuto, il restante 30% entro il 2018.

Clausola di salvaguardia per i contribuenti che hanno già richiesto la definizione agevolata secondo le vigenti (meno favorevoli) condizioni.

SEMPLIFICAZIONI FISCALI

Dal 2017 gli studi di settore saranno sostituiti dagli “indici sintetici di affidabilità fiscale” con vantaggi per i più affidabili.

Introdotta la moratoria estiva dei versamenti fiscali per accertamenti automatici tra il 1 agosto e il 4 settembre.

Consentito l’utilizzo dell’F24 cartaceo per operazioni fino a 1.000 euro e per chi non ha l’IVA.

IRES, IRPEF e IRAP si versano il 30 giugno.

Slitta al 30 marzo il termine per l’invio della Certificazione Unica da parte dei datori di lavoro.

Scade il 23 luglio il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite 730 pre-compilato.

I CAF potranno inviare i modelli 730 ordinari fino al 23 luglio solo se processano almeno l’80% delle dichiarazioni entro il 7 luglio.

Meno adempimenti informativi sulla cedolare secca per immobili esteri e sulla scelta dei regimi contabili opzionali.

Chiusura d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Partite Iva inattive per tre anni.

Esteso il ricorso alla PEC per notifiche e atti catastali.

Gli accertamenti sui prelievi delle imprese previsti solo dopo i 1.000 euro al giorno e 5.000 al mese.

Le spese per trasferte dei professionisti diventano deducibili.

Dal 1° gennaio 2017 lo spesometro sarà sostituito dalla comunicazione analitica dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche IVA.

Le liti fiscali pendenti sulle accise su energia, alcol e bevande alcoliche potranno essere risolte senza pagare sanzioni e interessi di mora.

VOLUNTARY DISCLOSURE

Scade il 31 luglio 2017 il termine per l’emersione di attività estere o di violazioni su imposte erariali.

I contanti o i valori al portatore si presume scaturiscano da redditi conseguiti in 5 quote

annuali costanti sino al 2015.

Ddl delega sugli Appalti. Ecco cosa cambia

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Semplificazione, efficacia, trasparenza e più controlli dell’anticorruzione per rilanciare  il sistema dei lavori pubblici italiani nel rispetto delle norme Ue

I Principi della Riforma

Semplificazione ed efficacia 

Riduzione delle troppe norme (600) disseminate in più fonti in un unico corpus normativo più snello.

Armonizzazione delle misure di trasparenza, tracciabilità delle procedure di gara.

Abbattimento degli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti.

Rito accelerato per le controversie su ammissioni ed esclusioni degli operatori economici per carenza dei requisiti.

Garanzia globale obbligatoria per i lavori di rilevante entità per garantire la continuità  dell’esecuzione dell’appalto.

Contenimento del ricorso alle varianti in corso d’opera possibili solo per cause impreviste e imprevedibili.

Controllo e trasparenza

Più ruolo per l’Anticorruzione (ANAC) che gestirà l’albo dei Commissari di gara e qualificherà le stazioni appaltanti.

Procedure non derogabili salvo emergenze o esigenze di segretezza fermo restando il controllo e la pubblicità successiva.

Il MIT terrà l’albo dei collaudatori e la banca dati per la verifica dei requisiti.

Pubblicazione sulla piattaforma digitale ANAC di tutti i bandi di gara.

Più condivisione e informazione verso i cittadini sulle grandi opere attraverso il “dibattito pubblico”.

Apertura e crescita del mercato

Più risorse per gli investimenti pubblici e nuove modalità di attrazione dei fondi privati.

Maggiore regolazione del criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d’asta e prevalenza dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Subappalto più tutelato con il pagamento diretto dei subappaltatori da parte delle stazioni appaltanti.

Criteri di aggiudicazione e condizioni di esecuzione non discriminati per chi è in condizione di disabilità.

Masterplan per il SUD. Stanziati 95 miliardi di €

Masterplan per il SUD. Stanziati 95 miliardi di €

Per il Masterplan per il Sud “non sono le risorse che mancano”. Tra Fondi strutturali (FESR e FSE), fondi di cofinanziamento regionale, e Fondo Sviluppo e Coesione, “stiamo parlando di circa 95 miliardi di euro a disposizione da qui al 2023 per politiche di sviluppo”.

Le risorse indicate nel Masterplan, sono: Fondi strutturali (FESR e FSE) 2014-20 pari a 56,2 miliardi di euro, di cui 32,2 miliardi di euro europei e 24 miliardi nazionali; fondi di cofinanziamento regionale per 4,3 miliardi di euro; Fondo Sviluppo e Coesione, per il quale sono già oggi disponibili 39 miliardi di euro sulla programmazione 2014-20. Non sono le risorse che mancano, si legge nelle linee guida, “è la capacità di utilizzarle che è mancata per decenni, come testimonia il ritardo accumulato fino al 2011 nella spesa dei Fondi europei e il fatto che a tutt’oggi il Fondo Sviluppo e Coesione abbia una disponibilità residua relativa ai cicli di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 per circa 17 miliardi che, per inciso, porta la capacità di spesa sul territorio da qui al 2023 a 112 miliardi”. Con la Legge di Stabilità 2016 il Governo ha attivato in sede europea la clausola investimenti che mette a disposizione nel 2016 uno spazio di bilancio di 5 miliardi di euro utilizzabili per spendere le risorse nazionali destinate a cofinanziamento dei Fondi strutturali o di investimenti nelle reti di rilevanza europea o di investimenti supportati dal Piano Juncker: l’effetto leva potenziale – si legge nelle linee guida – è in grado di mettere in gioco nel solo 2016 investimenti per oltre 11 miliardi di euro, di cui almeno 7 per interventi nel Mezzogiorno. “Abbiamo così creato gli spazi di bilancio affinché gli stanziamenti diventino spesa effettiva, risorse realmente a disposizione del Mezzogiorno nel 2016. Risorse che saranno essenziali anche per mobilitare capitali privati, nazionali e internazionali, che vogliano cogliere le opportunità di crescita del Mezzogiorno. E’ questa la base finanziaria di partenza del Masterplan: uno sforzo di investimenti mai realizzato in passato in un solo anno; uno sforzo finalizzato a sbloccare anche per gli anni successivi gli investimenti nel Mezzogiorno. Per raggiungere questo obiettivo – si sottolinea – dobbiamo lavorare sulla Governance e sulla capacità amministrativa”.

Masterplan per il Mezzogiorno (SCARICA VERSIONE PDF)

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I numeri di #Istat e #ocse dicono che l’#Italia torna a crescere e sperare #goodnews

I numeri di #Istat e #ocse dicono che l’#Italia torna a crescere e sperare
#goodnews

“Le previsioni dell’Istat e della Commissione Europea confermano quelle del Governo. Il dato probabilmente più interessante non è solo la riduzione della disoccupazione attesa per il 2015-2016 ma il fatto che la nostra ripresa economica, a differenza degli altri Paesi europei, è guidata dagli investimenti. Sono investimenti che si sono spostati dai mezzi di trasporto ai macchinari.
L’Italia sta ricostruendo la propria capacità produttiva, l’unica garanzia di una sostenuta ripresa dell’occupazione. Il fatto che la ripresa dell’occupazione sia associata a quella degli investimenti, i due grandi sconfitti della crisi alle nostre spalle, significa che il Paese è effettivamente ad un punto di svolta.
Con la legge di stabilità continueremo a spingere una crescita ‘autosostenuta’, nelle parole della commissione europea, dagli investimenti. L’effetto combinato di una riduzione delle tasse, l’efficientamento della spesa e il potenziamento della spesa sociale in contrasto alla povertà e ammortizzatori sociali sta mutando il mondo in cui operano i cittadini italiani.
Compiere questa trasformazione annullando le clausole di salvaguardia non era per nulla scontato. Eppure lo stiamo facendo mentre si consolida la crescita fondata sulle riforme più che sui fattori esterni.” Così Filippo Taddei, responsabile Economia della segreteria nazionale del PD.

“L’Italia cresce più delle stime, l’occupazione aumenta e la disoccupazione cala e ripartono investimenti e consumi: le riforme del governo Renzi producono i loro effetti benefici.
La situazione è chiara e con le misure adottate con la L. di Stabilità le tasse continueranno a scendere e si avranno ulteriori miglioramenti per la nostra economia. Noi non ci accontentiamo e continuiamo a lavorare ma il confronto con il passato di chi riceveva procedure d’infrazione per deficit eccessivo o vedeva lo spread a 600 è impietoso”. Così Ernesto Carbone, componenente segreteria del PD.

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