‪#‎CentroNascite‬ ‪#‎Cefalù‬ verso la proroga. Un piccolo grande risultato di tutto il territorio. Non molliamo!

‪#‎CentroNascite‬ ‪#‎Cefalù‬ verso la proroga. Un piccolo grande risultato di tutto il territorio. Non molliamo!

A seguito dell’incontro con Sindaci del Distretto Sanitario n.33 e un rappresentante del comitato spontaneo, l’Assessore Lucia Borsellino, ha accettato di sospendere il provvedimento di chiusura del centro nascite, e il conseguente blocco dei ricoveri, dell’Ospedale Giglio di Cefalù, nelle more di ottenere una proroga dal Ministero. La Richiesta al Dicastero della Salute sarà presentata dai Sindaci e si fonda oltre che sulle motivazioni già più volte espresse, anche sul presupposto che l’interruzione dell’autostrada Palermo Catania comporterà la redistribuzione dei flussi sanitari che andranno necessariamente monitorati prima di assumere altri provvedimenti. I Sindaci del Distretto e il Comitato nell’esprimere soddisfazione vigileranno sul mantenimento degli impegni, in attesa di essere ricevuti, come già richiesto, dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Chiusura punto nascite, interrogazione di Culotta (Pd) al ministro Lorenzin: “Cefalù molto al di sopra rispetto ai minimi richiesti dalla Regione”

Chiusura punto nascite, interrogazione di Culotta (Pd) al ministro Lorenzin: “Cefalù molto al di sopra rispetto ai minimi richiesti dalla Regione”

La questione della possibile chiusura del punto nascite dell’Ospedale “Giglio” di Cefalù è al centro di un’interrogazione depositata ieri dalla deputata del Pd Magda Culotta. Nel documento, Magda Culotta chiede “al ministro della Salute di intervenire, concedendo una deroga per il mantenimento del punto nascite dell’Ospedale Giglio di Cefalù, per evitare gravissimi disservizi alla popolazione del territorio e in particolare – si legge – alle partorienti che dovrebbero percorrere decine di chilometri prima di poter giungere a un centro che garantisca loro adeguata assistenza”.
La chiusura del punto nascite cefaludese per il mancato raggiungimento della soglia minima di 500 parti l’anno, in base a quanto stabilito dall’Assessorato regionale alla Sanità è prevista il 30 aprile prossimo. “L’ospedale – ricorda Magda Culotta, che è anche componente della commissione Trasporti – ha una posizione baricentrica per la Sicilia settentrionale, poiché è al confine tra la provincia di Palermo e quella di Messina, ma vicino anche a molti comuni dell’Ennese e del Nisseno, al servizio dunque di un territorio molto vasto”.
Nel 2014 il totale dei parti registrati nel nosocomio cefaludese è stato di 420, con un incremento, rispetto al 2013, di circa il 15%. Nei primi mesi del 2015 – come si legge nel documento – si prevede un ulteriore trend di crescita, con circa 20 parti in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, non si è registrato nessun caso di mortalità neonatale e perinatale negli ultimi 5 anni e c’è stato circa il 20% in meno di cesarei rispetto alla media regionale. “Questi dati – continua Magda Culotta – ci permettono di affermare con certezza che l’Istituto di Cefalù è una struttura che ha dimostrato di saper crescere sia in qualità, sia nel numero dei parti, in linea con gli obiettivi del Piano Sanitario della Regione. Inoltre, l’Ospedale Giglio di Cefalù presenta un’assistenza ostetrico-ginecologica attiva 24 ore su 24, ben differente dai punti nascita di Termini Imerese e di Petralia, che possono contare solo sulla reperibilità. Tutti questi elementi – continua la deputata del Pd – dimostrano che la dotazione organica, strumentale e strutturale del punto nascita di Cefalù risulta essere ben superiore rispetto ai minimi richiesti dalla normativa”. Nonostante il rigetto dell’ultimo ricorso da parte del Tar della Sicilia, i sindaci dei comuni interessati andranno avanti nella loro battaglia “per continuare a difendere – conclude Magda Culotta, che è anche sindaco di Pollina – un presidio indispensabile per il comprensorio. Chiederò al ministro anche un incontro, affinché da futura mamma si renda conto di persona il dramma che rappresenterebbe per le altre mamme la chiusura del punto nascite di Cefalù”.

ITALPRESS | Opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, interrogazione di Culotta (Pd) sulla nomina del Provveditore interregionale

ITALPRESS | Opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, interrogazione di Culotta (Pd) sulla nomina del Provveditore interregionale

R/MEZ

OO.PP.: CULOTTA «DA 4 MESI SI ATTENDE PROCURATORE SICILIA-CALABRIA»

PALERMO (ITALPRESS) – «È in attesa di nomina da quattro mesi – esattamente dal 18 novembre 2014 – la figura del Provveditore interregionale per le opere pubbliche di Sicilia e Calabria». Per questo motivo il deputato del Pd Magda Culotta, componente della Commissione Trasporti, ha presentato una interrogazione al Ministero delle Infrastrutture.

«A causa della vacatio, si registrano rallentamenti e ritardi negli uffici di programmazione, bilancio e contabilità, ma anche in quelli che si occupano dei bacini con foce nel litorale della Sicilia e della Calabria, poichè sono in attesa di nomina anche l’ufficio Risorse umane e quello del Tecnico per le dighe», osserva il parlamentare.

Il Provveditorato per le opere pubbliche è un organo del Ministero, dipendente dal Dipartimento per le infrastrutture. Ha la sede principale a Palermo e una sede decentrata a Catanzaro.

(ITALPRESS).

01-Apr-15 13:26

NNN

 

Interrogato il Ministro Lupi sulla viabilità delle strade provinciali.

Interrogato il Ministro Lupi sulla viabilità delle strade provinciali.

#‎questiontime‬ alla Camera dei Deputati con in ministro Maurizio Lupi sulla situazione della ‪#‎viabilità‬ delle strade provinciali

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
la legge 7 aprile 2014, n. 56, «Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni», pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 7 aprile 2014, n. 81, nota come «legge Delrio», all’articolo 1, comma 85, recita, fra l’altro, che le province esercitano funzioni fondamentali di costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
ad oggi le province non sono state del tutto abolite, in quanto oggetto della riforma costituzionale, così come continuano ad esistere le loro funzioni;
anche la Sicilia ha avviato il processo di riforma di cui sopra, senza ancora completarlo, e tuttavia ai suddetti enti, pur essendo commissariati, sono rimasti in capo le competenze e funzioni assegnate, comprese le circa 16.000 chilometri di strade comunali e provinciali su un totale di circa 21.000 chilometri di viabilità complessiva;
la maggior parte delle strade provinciali italiane risultano di fondamentale importanza per la viabilità e lo sviluppo strategico di intere comunità, rivestendo un ruolo primario in ambito industriale, commerciale, agricolo, turistico, climatico e scolastico;
la maggioranza delle strade provinciali del nostro Paese sono tra le più importanti e transitate arterie e vie di collegamento, soprattutto nell’entroterra italiano (e siciliano in particolare), ma sono, di fatto, dal 2012 abbandonate senza essere oggetto di alcuna cura e manutenzione da parte degli enti per mancanza di fondi;
il suddetto stato di abbandono in cui versano oggi le strade provinciali ha effetti negativi, oltre che sulla sicurezza del traffico stradale e delle persone, anche sul decoro, con notevoli ripercussioni soprattutto nelle aree a prevalente vocazione turistica;
la segnaletica, sia quella orizzontale che quella verticale, sulle strade provinciali è talvolta inesistente e, dove è presente, risulta usurata, illeggibile e obsoleta, con conseguenti rischi di circolazione e dello stato di sicurezza dei cittadini che vi transitano e che giornalmente le percorrono, soprattutto nelle ore notturne e nei periodi invernali;
a causa degli eventi meteorici invernali si è registrato un ulteriore peggioramento delle condizioni delle strade provinciali, già piuttosto compromesse dallo stato di degrado e abbandono in cui versano, risultando le stesse impercorribili e in taluni casi intransitabili, con la conseguenza che alcune comunità sono rimaste isolate e senza via di collegamento con le città e con gli assi viari principali;
questo stato è dovuto alla mancanza dei trasferimenti di risorse finanziarie alle province e alla deficienza di mezzi e uomini in dotazione alle stesse;
la permanenza e il perdurare di un suddetto stato può essere causa di incidenti e danni per cittadini e mezzi;
oggi alcune province sono oggetto di numerosi contenziosi causati da incidenti verificatisi nelle suddette strade, la cui responsabilità è riconducibile al cattivo stato di manutenzione, aumentando, inoltre, il numero di richieste di risarcimento nei confronti dell’ente proprietario della strada medesima, con notevoli ripercussioni e un aggravio finanziario sulle province, oggi prive di risorse;
la manutenzione delle strade provinciali è oggi un problema non più procrastinabile ed è necessario affrontare e risolvere tali questioni con carattere d’urgenza –:
se il Governo abbia messo o intenda mettere in atto tutte le iniziative normative di competenza al fine di finanziare e sostenere economicamente e con mezzi idonei le province, nelle more del definitivo trasferimento delle competenze agli enti che sostituiranno le province stesse, in considerazione dello stato di totale abbandono e degrado in cui versano oggi le strade provinciali, anche al fine di garantire l’incolumità delle migliaia di cittadini che giornalmente le percorrono. (3-01377)

Caso Fly Hermes, interrogazione di Culotta e Ribaudo (Pd) sui ritardi e i disagi provocati dalla compagnia

Caso Fly Hermes, interrogazione di Culotta e Ribaudo (Pd) sui ritardi e i disagi provocati dalla compagnia

Il ritardi e i disagi dovuti alle cancellazioni di alcuni voli della compagnia aerea maltese FlyHermes saranno al centro di un’interrogazione parlamentare che verrà depositata lunedì dai deputati del Partito Democratico, Magda Culotta e Franco Ribaudo.

Nel documento, indirizzato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli onorevoli Culotta e Ribaudo chiederanno di verificare i motivi che hanno portato alla cancellazione dei voli in partenza dagli aeroporti di Comiso e Palermo e la verifica del rispetto, da parte della compagnia aerea, del Regolamento comunitario 261 del 2004 in materia di “assistenza e informazioni ai passeggeri in caso di ritardo prolungato, cancellazione del volo e negato imbarco”. Nello specifico, l’interrogazione farà riferimento alle tratte Comiso-Palermo e Palermo-Torino, programmate per lo scorso 6 gennaio, che sono state prima posticipate e poi del tutto cancellate dalla programmazione giornaliera dello scalo palermitano, per poi essere riprogrammate per la partenza dopo due giorni.

“Mi sembra doveroso – commenta Magda Culotta, che è anche componente della Commissione Trasporti alla Camera – che sia fatta chiarezza su quanto è accaduto ai 160 passeggeri, tra cui una donna incinta, che hanno subìto notevoli disagi causati dai disservizi della FlyHermes. L’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, ha già chiesto alla sua omologa maltese di vigilare sulle proprie compagnie aeree e di far applicare il regolamento di riferimento per la tutela dei diritti dei passeggeri. Tuttavia, in attesa di provvedimenti sarebbe opportuno che la stessa agenzia sospendesse l’autorizzazione a volare fino a quando la compagnia non sarà in grado di fornire un servizio adeguato, per scongiurare altre situazioni poco piacevoli sia per i passeggeri che per gli aeroporti ospitanti”. 

La compagnia maltese ha un solo velivolo e lo scorso mese aveva annunciato sei collegamenti settimanali da Torino per Comiso e Palermo. “Ben venga – conclude la deputata del PD – l’operatività e la voglia delle diverse compagnie aeree di investire in Sicilia e di collegare la nostra splendida regione con il resto del mondo, ma qualsiasi iniziativa deve essere accompagnata da un piano solido, da trasparenza e chiarezza delle informazioni, senza ledere i diritti dei passeggeri e garantendo la regolarità e l’efficienza del trasporto aereo”.