Decreto fiscale 2018: misure utili al Paese

Decreto fiscale 2018: misure utili al Paese

Misure per i cittadini, per le famiglie, per il lavoro, per i professionisti, per le imprese e per i territori.
Quando si parla del decreto fiscale 2018 è di questo che parliamo: misure utili al Paese.
Vediamo nel dettaglio quali sono:

PER I CITTADINI, I PROFESSIONISTI E LE IMPRESE

1. Rottamazione delle cartelle esattoriali. Estensione della domanda di rottamazione per i contribuenti che non l’avevano presentata o lo avevano fatto in modo irregolare. Nuove estensioni per le cartelle formate alla data del 30 settembre 2017.
2. Stop alla fatturazione a 28 giorni per telefonia e pay tv.
3. Spesometro. Semplificazione per le imprese degli adempimenti fiscali e trasmissione dei dati annuale o semestrale, possibilità di invio cumulativo delle fatture fino a 300 euro. Abolite le sanzioni per chi ha commesso errori nell’invio dei dati delle fatture. Si potranno inviare di nuovo i dati corretti entro febbraio 2018.
4. Equo compenso. Si introduce per gli avvocati, e altri professionisti, l’equo compenso nei rapporti con grandi imprese, banche, assicurazioni e Pubblica Amministrazione.
5. 500 milioni per le PMI. Il fondo di garanzia per le Pmi viene incrementato di 500 milioni di euro per il biennio 2017-18. Viene autorizzata la Cdp ad intervenire sul fondo, integrandolo con ulteriori risorse.

 

PER LE FAMIGLIE E IL SOCIALE

6. Uscita dei minori di 14 anni da scuola. I genitori possono autorizzare le istituzioni scolastiche a consentire l’uscita autonoma dei ragazzi da scuola e ad utilizzare i mezzi di trasporto (scuolabus).
7. Ulteriore detrazione per gli affitti degli studenti universitari. La norma vigente prevede la possibilità di detrarre la spesa per coloro che vivono oltre i 100 km dalla sede universitaria ma in un’altra provincia. Con la modifica si elimina il confine provinciale, permane la distanza di 100 km per tutti, ma si riduce a 50 km la distanza per chi risiede in aree montane e disagiate.
8. Nuove assunzioni nel comparto difesa e sicurezza, e quindi più poliziotti e carabinieri per le strade.
9. Il reato di stalking non potrà più essere estinto a fronte di un risarcimento economico.
10. Sanità. Detraibilità del costo degli alimenti speciali per pazienti affetti da patologie nutrizionali, in via sperimentale per due anni; potenziati gli obiettivi strategici di piano iniziali riguardanti la cura dei tumori tramite l’adroterapia; introdotta regolamentazione della cannabis a fini terapeutici.

PER IL TERRITORIO, PER I TRASPORTI

11. Calamità naturali. Garantita la sospensione degli obblighi fiscali per le aree colpite dal sisma in Centro Italia nel 2016; favorevoli misure per l’adempimento degli obblighi tributari e contributivi a Ischia, in seguito al terremoto di quest’estate; sospensione degli obblighi fiscali anche per i contribuenti del comune di Livorno che, in seguito alla recente alluvione, hanno presentato dichiarazione di inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda.
12. Edilizia post sisma. Nessuno sgombero fino a quando non si ha una soluzione alternativa (mai più nonna Peppina).
13. 5×1000 per i parchi. A decorrere dal 2018 una quota pari al 5 x 1000 dell’imposta Irpef potrà essere destinata anche a sostegno degli enti gestori delle aree protette.
14. Trasporti. Nuovi fondi sono previsti per la sicurezza dei trasporti e per la continuità territoriale con la Sardegna.
15. Fiume Po. Interventi immediati di manutenzione straordinaria e ordinaria necessari a garantire il transito dei mezzi tra le due sponde del fiume, oggi in parte precluso.

Resto al Sud: dal 15 gennaio domande a Invitalia

Resto al Sud: dal 15 gennaio domande a Invitalia

Dal 15 gennaio sarà possibile presentare le domande a Invitalia per gli incentivi Resto al Sud.

Da resto al sud sono escluse le attivita’ commerciali e le libere professioni. Questa e’ stata una scelta politica importante per dare priorita’ ai settori che piu’ trainano lo sviluppo.

Partono così le ultime misure prese dal Governo a favore dei giovani meridionali: “Resto al sud” e “Banca delle terre”.

Ciascun soggetto richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 50.000 euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento è pari a 50.000 euro per ciascun soggetto richiedente fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro.

Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento è pari a 50.000 euro per ciascun soggetto richiedente fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro.

Il 35% dell’importo richiesto sarà erogato a fondo perduto e il restante 65% sarà un finanziamento a tasso zero da restituire in 8 anni sull’80% del quale farà da garante lo Stato.

Resto al sud è un ulteriore contributo allo sviluppo del Sud, che da due anni cresce addirittura più del centro Nord ed è dedicato in particolare ai giovani che possono intraprendere e non soltanto sognare di creare una propria piccola e media impresa. Basta pensare che lo sviluppo arrivi da qualche altra parte, bisogna trovarlo e stanarlo all’interno delle Regioni.

Queste misure fanno parte di una politica di sviluppo complessivo per il Sud. Con il credito d’imposta, ad esempio, gli investimenti al Sud stanno generando risultati importanti, gia’ piu’ di 3 miliardi di nuovi investimenti privati al Sud, cioe’ posti di lavoro per i giovani. Ma anche la contribuzione per i contratti a tempo indeterminato dei giovani al Sud.

Queste misure hanno come scopo quello di incentivare l’imprenditoria nelle regioni del sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sulla misura sono disponibili 1.250 milioni di euro

Guarda anche Bando Terre abbandonate ed incolte ai giovani

oppure 35% a fondo perduto per giovani agricoltori del SUD

Modulistica

Imprese individuali/Società costituite

Imprese individuali/Società non costituite

Scarica le informazioni generali sul Bando Resto al SUD

 

La legge “Dopo di Noi”, perché nessuno resti solo

La legge “Dopo di Noi”, perché nessuno resti solo

“Dopo di noi”, perché nessuno resti solo

Una rivoluzione nelle politiche sociali. Con la legge “DOPO DI NOI” finanziamo e accompagniamo progetti innovativi di vita autonoma per le persone con disabilità, per garantire cure e assistenza anche dopo la morte dei genitori. 270 milioni di euro stanziati per il triennio 2016-2018 e più del 95% delle risorse del 2016 già erogate. Finalmente un percorso di dignità intrapreso, da cui non si torna indietro.

Per la prima volta vengono stanziate risorse strutturali per politiche di aiuto concreto e misure integrate che mettono la persona disabile al centro di un progetto individuale. La legge sul “dopo di noi” non è uno spot: le risorse messe in campo per il triennio 2016-2017-2018 sono complessivamente 270 milioni, tra il Fondo e le agevolazioni fiscali. L’obiettivo è di una progressiva presa in carico della persona con disabilità già durante l’esistenza in vita dei genitori e con il suo pieno coinvolgimento nelle scelte di vita.

Perno della legge è il nuovo Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, istituito presso il ministero del Lavoro con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2016, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni annui dal 2018 in poi, che viene ripartito tra le Regioni per attuarne concretamente gli obbiettivi. In particolare, per attivare o potenziare soluzioni abitative o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni della casa familiare e che sfruttino le nuove tecnologie per evitare l’isolamento dei disabili, e avviare forme innovative di residenzialità e di co-housing, anche attraverso forme di mutuo aiuto tra famiglie e tra persone disabili. Oltre a ciò, il Fondo è utilizzato per sviluppare programmi di accrescimento di consapevolezza e sviluppo delle competenze per una gestione autonoma della vita quotidiana e, in via residuale, per interventi temporanei di permanenza extra-familiare in caso di emergenza.

Accanto al Fondo, la legge prevede anche:

• l’introduzione dell’istituto giuridico del trust, per salvaguardare il patrimonio da utilizzare per il figlio;
• la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà;
• la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili;
• l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni;
• la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’aumento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte.

Ben prima delle scadenze previste, i ministeri del Lavoro, della Salute e dell’Economia hanno approvato i decreti attuativi e stabilito la ripartizione dei 90 milioni per il 2016. Le regioni hanno presentato le linee di indirizzo per l’impiego delle risorse, contribuendo a quantificare le esigenze e le necessità di intervento per gli anni futuri, e i ministero ha già comunicato la valutazione sulla congruità delle stesse con le finalità della legge. Il ministero del Lavoro ha erogato il 95.6% delle risorse complessivamente stanziate per l’anno 2016. Questo percorso è destinato a non interrompersi grazie agli stanziamenti già previsti nel triennio e così sarà d’ora in poi, ogni anno.

Il dossier | Il nostro speciale | Il testo di legge (112/2016)
Relazione di Elena Carnevali | Dichiarazione di voto di Margherita Miotto

Scarica la versione PDF

Una proposta di legge per riconoscere il valore delle arti di strada

Una proposta di legge per riconoscere il valore delle arti di strada

Perché una proposta di legge per riconoscere il valore delle arti di strada?

Negli anni in cui come Sindaco di Pollina ho scommesso sul Valdemone Festival, manifestazione nata su proposta dell’associazione “Tanto di Cappello”, ho imparato a conoscere un mondo di cui in effetti non conoscevo abbastanza.

Sono stati anni di contaminazione umana e culturale frutto della conoscenza con diverse persone ed artisti. Fra questi quelli della Federazione Nazionale Arte di Strada con cui abbiamo iniziato, quello che sicuramente sarà un lungo percorso, ma che ad oggi vede un primo atto ufficiale:

il riconoscimento delle arti di strada come forma di espressione artistica da parte dello Stato Italiano.

Qui l’incipit del discorso introduttivo:

Vorrei in premessa esordire citando, senza abusarne del suo significato concreto, il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione: « È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (…) ».
Lo Stato italiano, pertanto, ha nella sua missione l’elaborazione di norme che facilitino e incentivino il libero esercizio degli artisti. Nel caso specifico, la presente proposta di legge pone al centro la questione dei diritti minimi inalienabili degli artisti di strada che intendono utilizzare gli spazi pubblici in conformità a quanto disposto dalla Carta costituzionale.

Terre abbandonate ed incolte ai giovani – Ecco come.

Terre abbandonate ed incolte ai giovani – Ecco come.

Qualche tempo fa discutendo con l’ex Ministro Fabrizio Barca e l’attuale Ministro Claudio De Vincenti esposi la mia idea, che avevo avviato come progetto sperimentale nel mio comune, di concedere le terre incolte e abbandonate ai giovani che ne facessero richiesta. Per questo avevo avviato un censimento delle terre incolte e abbandonate nel mio comune.

È un vero piacere che da quella discussione ne sia nata una norma concreta per fare in modo che le terre incolte ed abbandonate, vengano censite e attribuite ai cittadini per fare impresa agricola. (Qui le misure per nuove imprese agricole con 35% finanziamento a fondo perduto)

Recuperare le terre incolte ed abbandonate significa averne cura, rimetterle in produzione e tornare a controllare il territorio al fine di prevedere dissesti ed eventuali incendi.

Di seguito l’incipt dell’articolo a cui faccio riferimento contenuto del DL Mezzogiorno, che potete leggere integralmente qui

Articolo 3.

(Banca delle terre abbandonate o incolte e misure per la valorizzazione dei beni non utilizzati)

1. Per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito dei giovani, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è individuata in via sperimentale la seguente procedura di valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono ai sensi del comma 2. 2. Ai fini dell’individuazione delle aree di cui al comma 1, si considerano abbandonati o incolti: a) i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno dieci anni, in base ai principi e alle definizioni di cui al regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 e alle disposizioni nazionali di attuazione; b) i terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arboree, ad esclusione di quelli considerati bosco ai sensi delle leggi in materia, nei quali non siano stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi quindici anni;

continua qui