Contributi al 100% per spese iscrizione scuole specializzazione

Contributi al 100% per spese iscrizione scuole specializzazione

In Sintesi, vediamo il Bando 16/2017:

Scadenza domande:

Le domande dovranno pervenire, a pena di irricevibilità, complete degli allegati di cui al successivo art. 9, via posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo siciliafsel420@legalmail.it non prima delle ore 12.00 AM del 16.10.2017 ed entro le ore 12.00 AM del 30.11.2017.

Soggetti ammessi:

Possono presentare domanda tutti i liberi professionisti lavoratori autonomi in possesso dei seguenti requisiti alla data di pubblicazione, nel sito istituzionale, del presente Avviso:

a) essere residenti o domiciliati nel territorio della Regione Siciliana da almeno sei mesi dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale del presente Avviso;
b) di avere una età compresa fra i 18 e i 67 anni;
c) esercitare l’attività professionale nella Regione Siciliana;
d) essere in possesso di Partita IVA da almeno sei mesi dalla data di pubblicazione nel sito istituzionale del
presente Avviso;
e) appartenere ad una delle seguenti tipologie:
soggetti iscritti ad albi di un ordine o di un collegio professionale;

Le spese ammissibili sono, esclusivamente, quelle d’iscrizione al percorso formativo.
Sono esclusi rimborsi di viaggio, vitto, alloggio, materiali didattici (a esclusione di quelli compresi nella quota d’iscrizione) e qualsiasi altra spesa.

Al fine dell’ammissibilità della spesa, il destinatario del contributo dovrà aver terminato positivamente II percorso formativo e dovrà:
– in caso dei corsi della tipologia A, presentare l’attestato di partecipazione;
– in caso di corsi della tipologia B, aver sostenuto l’esame finale e ottenuto il relativo titolo.

Tipologie di percorsi formativi finanziabili:

Tipologia A: corsi di formazione e di aggiornamento professionale erogati da:
ordini professionali, collegi professionali, associazioni professionali inseriti nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4;
soggetti eroganti percorsi formativi autorizzati e accreditati dagli stessi ordini o collegi o associazioni professionali di cui alla Legge 14 gennaio 2013, n. 4;
enti di formazione accreditati dalla Regione Siciliana ai sensi del Regolamento di accreditamento 2015 macro tipologia C Formazione superiore, ovvero da altra Regione nel caso di percorso realizzato fuori dalla Sicilia;
provider accreditati riconosciuti dalla Commissione AGENAS;
altri organismi autorizzati/riconosciuti per lo svolgimento dei corsi appartenenti alla Tipologia A;

Tipologia B: corsi, in Italia o in altro paese appartenente all’Unione Europea, di master di I e II livello,
diplomi e corsi di specializzazione (di cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, al DM del 3.11.1999
n. 509, o DM 22.10.2004 n.270; oppure DM 537/1999 per professioni legali) erogati da:
Università e Scuole di alta formazione italiane in possesso del riconoscimento del MIUR che le abilita al rilascio del titolo di master o di diplomi di specializzazione;
Università pubblica di altro Stato UE o riconosciuta da autorità competente dello Stato comunitario, Scuola/lstituto di alta formazione di altro Stato UE, pubblico o riconosciuto da autorità competente dello Stato UE e da essa abilitato per il rilascio del titolo di master diplomi di specializzazione.

Erogazione Contributi:

L’importo dei singoli contributi viene concesso a copertura delle spese di iscrizione ai corsi, fino ad un importo di € 2.000,00 per la tipologia A e di € 6.000,00 per la tipologia B, nella misura di seguito riportata:
– per i giovani di età compresa tra i 18-35 anni compiuti e per i soggetti in una condizione di disabilità, il contributo è pari al 100% del costo del percorso formativo;
– per tutti gli altri destinatari il contributo è determinato a copertura del 75% del costo del percorso formativo.
Il finanziamento sarà erogato al soggetto beneficiario al completamento del corso.

L’importo sarà erogato a rimborso in un’unica soluzione. L’erogazione è subordinata all’esito positivo dei controlli di primo livello da parte degli Uffici competenti, in coerenza con la normativa europea, nazionale e regionale ci riferimento.

SCARICA avviso 16_2017

Terre abbandonate ed incolte ai giovani – Ecco come.

Terre abbandonate ed incolte ai giovani – Ecco come.

Qualche tempo fa discutendo con l’ex Ministro Fabrizio Barca e l’attuale Ministro Claudio De Vincenti esposi la mia idea, che avevo avviato come progetto sperimentale nel mio comune, di concedere le terre incolte e abbandonate ai giovani che ne facessero richiesta. Per questo avevo avviato un censimento delle terre incolte e abbandonate nel mio comune.

È un vero piacere che da quella discussione ne sia nata una norma concreta per fare in modo che le terre incolte ed abbandonate, vengano censite e attribuite ai cittadini per fare impresa agricola. (Qui le misure per nuove imprese agricole con 35% finanziamento a fondo perduto)

Recuperare le terre incolte ed abbandonate significa averne cura, rimetterle in produzione e tornare a controllare il territorio al fine di prevedere dissesti ed eventuali incendi.

Di seguito l’incipt dell’articolo a cui faccio riferimento contenuto del DL Mezzogiorno, che potete leggere integralmente qui

Articolo 3.

(Banca delle terre abbandonate o incolte e misure per la valorizzazione dei beni non utilizzati)

1. Per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito dei giovani, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è individuata in via sperimentale la seguente procedura di valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono ai sensi del comma 2. 2. Ai fini dell’individuazione delle aree di cui al comma 1, si considerano abbandonati o incolti: a) i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno dieci anni, in base ai principi e alle definizioni di cui al regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 e alle disposizioni nazionali di attuazione; b) i terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arboree, ad esclusione di quelli considerati bosco ai sensi delle leggi in materia, nei quali non siano stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi quindici anni;

continua qui

35% a fondo perduto per giovani agricoltori del SUD

35% a fondo perduto per giovani agricoltori del SUD

Finanziamento al 35% a fondo perduto più 60% a tassi agevolati per nuovi imprenditori agricoli al sud.

Questa è una misura contenuta nel Decreto Legge “Mezzogiorno” che ha come scopo quello di incentivare l’imprenditoria agricola nelle regioni del sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’agricoltura, specie al sud, ha necessità di essere sostenuta e di incentivare buone pratiche che portino qualità ed innovazione. Insieme a questo infatti sempre nel DL Mezzogiorno è stata inserita una misura per il recupero delle terre abbandonate ed incolte. Leggi i dettagli qui

 

Qui di seguito gli articoli del Decreto Mezzogiorno che prevedono le misure di agevolazione per nuove imprese agricole giovanili nel sud.

Articolo 2.

(Misure e interventi finanziari a favore dell’imprenditoria giovanile in agricoltura e di promozione delle filiere del Mezzogiorno)

1. Al fine di estendere la misura Resto al Sud alle imprese agricole, all’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ai medesimi soggetti può essere concesso, in alternativa ai mutui agevolati di cui al periodo precedente, un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile nonché mutui agevolati, a un tasso pari a zero, di importo non superiore al 60 per cento della spesa ammissibile».

2. Per le agevolazioni in favore delle imprese agricole ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia di cui al comma 1 sono destinate risorse pari a 5 milioni di euro nel 2017 ed a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020 di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 3. All’articolo 2 della legge 28 ottobre 1999, n. 410, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: «2-bis. Le attività di cui ai commi 1 e 2 possono essere svolte dai consorzi agrari anche mediante la partecipazione a società di capitali in cui i consorzi dispongano della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria. Le attività esercitate dalle predette società partecipate a favore dei soci dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione hanno natura mutualistica ad ogni effetto di legge.».

 

Cammini e Percorsi, il bando per la riqualificazione di immobili pubblici per itinerari turistici

Cammini e Percorsi, il bando per la riqualificazione di immobili pubblici per itinerari turistici

Con questo bando in Sicilia sono 7 gli immobili da affidare a giovani per creare strutture al centro di itinerari turistici.

Scarica i dettagli il percorso “Ciclopista del Sole” che coinvolge sette immobili in Sicilia.

Cammini e Percorsi è il nuovo progetto a rete dell’Agenzia del Demanio, promosso da MIBACT e MIT che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi.

L‘obiettivo del progetto è riutilizzare gli immobili pubblici come contenitori di servizi e di esperienze autentiche per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia dello slow travel.

L’operazione è rivolta a tutti gli operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività.

Sul sito dell’Agenzia del Demanio potete trovare tutte le info.

Il Comunicato dell’Agenzia del Demanio.

Agenzia del Demanio: online il primo bando nazionale del progetto Cammini e Percorsi
In gara i primi 43 immobili pubblici che verranno assegnati in concessione gratuita agli under 40
Roma, 24 luglio 2017 – Parte la prima gara del progetto Valore Paese-Cammini e Percorsi per
assegnare 43 immobili pubblici in concessione gratuita per 9 anni a imprese, cooperative
e associazioni costituite in prevalenza da under 40, come previsto dal D.L. Turismo e Cultura
(D.L. 31.5.2014, n. 83). Il progetto Cammini e Percorsi, sostenuto dal MiBACT e dal MIT, ha
infatti l’obiettivo di promuovere il turismo lento attraverso il recupero di immobili pubblici sui
percorsi ciclopedonali e sui tracciati storico-religiosi da trasformare in contenitori di attività
e servizi per i viaggiatori. E’ la prima volta che l’Agenzia utilizza lo strumento della
concessione gratuita per sostenere l’imprenditoria giovanile e il terzo settore allo scopo di
incentivare iniziative a carattere innovativo, sociale, culturale, creativo e sportivo.
Da oggi fino al prossimo 11 dicembre, su www.agenziademanio.it è possibile scaricare il
bando unico nazionale, la “Guida al bando” e tutta la documentazione riguardante i 30
immobili di proprietà dello Stato in gara. Si tratta di case cantoniere, torri, ex caselli
ferroviari e vari fabbricati distribuiti su tutto il territorio nazionale. Contestualmente, e nei
prossimi giorni, anche gli altri enti locali coinvolti pubblicheranno sui rispettivi siti istituzionali i
bandi dei 13 beni di loro proprietà inseriti nell’iniziativa.
Il bando di gara è stato definito grazie anche ai risultati della consultazione pubblica che si
è conclusa il 26 giugno e ha registrato un interesse straordinario, con la partecipazione di
quasi 25 mila persone tra italiani e stranieri.
Per partecipare alla gara è necessario presentare una proposta che non prevede l’offerta di un
canone: la valutazione si baserà unicamente sugli elementi qualitativi del progetto presentato
che dovrà essere coerente con la filosofia e le finalità dell’iniziativa. Innanzitutto l’ipotesi di
recupero e riuso del bene che dovrà prevedere nuove funzioni in grado di offrire servizi al
viaggiatore, oltre che tutelare il carattere storico e identitario dell’immobile e del contesto in cui
è inserito. Come previsto dalla norma, si terrà poi conto delle potenzialità della proposta sia in
termini di sviluppo turistico, e relativo beneficio economico e sociale, sia in termini di
promozione dello slow travel. Infine, tra i fattori che incideranno sul punteggio della proposta
anche la sostenibilità ambientale e le specifiche azioni previste per la salvaguardia e la tutela
dell’ambiente, come ad esempio l’uso di materiali bio-eco compatibili e di tecniche e dispostivi
bioclimatici; e l’efficienza energetica quindi le azioni volte alla riduzione dei consumi e
all’implementazione di fonti rinnovabili.
In autunno è previsto il secondo bando del portafoglio Cammini e Percorsi che sarà dedicato
agli immobili di maggior pregio, che per essere riqualificati richiedono investimenti consistenti,
da affidare in concessione di valorizzazione fino a 50 anni con un canone di affitto e un
progetto sostenibile che ne preveda il recupero e il riuso.

L’elenco degli immobili messi in gara dall’Agenzia:
I 30 beni dello Stato in gestione all’Agenzia del Demanio in gara:

2 in Basilicata: CASA CANTONIERA a Irsina (MT), APPARTAMENTO a Barile (PZ) –
2 in Calabria: EX UFFICIO AGENZIA DELLE ENTRATE a Mileto (VV), EX PADIGLIONE IMPOSTE DIRETTE A
Mileto (VV)
3 in Campania: CONVENTO SAN MARCO a Sant’Angelo dei Lombardi (AV), UFFICIO POSTALE a Caserta,
TORRE ANGELLARA a Salerno
3 in Emilia Romagna: CASA DEL FASCIO a Ro Ferrarese (FE), TORRE DELLA BASTIGLIA a Serramazzoni
(MO), CASA DI GUARDIA a Campegine (RE)
1 nel Lazio: RUSTICO CASA CANTONIERA a Località BORGO GRAPPA, Latina,
1 in Lombardia: VILLETTA A SCHIERA a Lardirago (PV)
5 nelle Marche: FABBRICATI RESIDENZIALI a Potenza Picena (MC),
2 in Molise: APPARTAMENTO a Campomarino (CB), EDIFICIO IN CORSO DI COSTRUZIONE Sepino (CB)
2 in Piemonte: FABBRICATO RESIDENZIALE Palazzolo Vercellese (VC); CASA DEL FASCIO a Vinzaglio (NO)
3 in Puglia: CASELLO FERROVIARIO a Altamura (BA), CASELLO FERROVIARIO Grumo Appula (BA),
CASELLO FERROVIARIO a Toritto (BA)
1 in Sardegna: POSTAZIONE ANTIAEREA a Alghero (SS)
3 in Sicilia: CASELLO FERROVIARIO PONTE PATTI a Calatafimi Segesta (TP), STAZIONE DI VEDETTA
CAPO FETO Mazara del Vallo (TP), TORRE S.FRANCESCO C.da Marausa,Trapani
2 in Veneto: ABITAZIONE CANALE LUSENZO – via Foxia Chioggia (VE), ABITAZIONE CANALE LUSENZO –
via San Felice Chioggia (VE)

 

Dal 17 luglio Bonus asilo nido, 1000 euro per le famiglie – tutte le info

Dal 17 luglio Bonus asilo nido, 1000 euro per le famiglie – tutte le info

Dal 4 maggio a oggi più di 200.000 mamme hanno richiesto di accedere agli 800 euro stanziati dal governo per la nascita o l’adozione di un bambino: le domande sono state 30.000 solo nelle prime 36 ore.

Dal 17 luglio, le famiglie potranno usufruire anche di altri 1000 euro per il pagamento delle rette degli asili nido privati e pubblici per i bambini sino ai 3 anni. Sono cambiamenti che possono fare la differenza per molti genitori.

L’INPS ricorda che il bonus nido si potrà richiedere a partire dal 17 luglio 2017. Ecco i requisiti presenti nella circolare dell’Istituto di previdenza.

Il Bonus da 1000 euro all’anno, sarà corrisposto in 11 mensilità dall’Inps, ed è destinato alle famiglie con bimbi nati o adottati dal 1° gennaio 2016 e iscritti a nidi pubblici e privati.

Cos’è il Bonus Nido

Nello specifico, il bonus è destinato al pagamento di rette relative alla frequenza in asili nido pubblici e privati, per bambini fino a tre anni di età. Può essere richiesto, in alternativa, per il pagamento dell’assistenza a casa per bambini della stessa età affetti da gravi patologie.
L’importo di 1000 euro sarà erogato in 11 mensilità, come già accennato, con rate del valore di 90,91 euro ciascuna.

Il bonus verrà erogato a seguito della presentazione da parte del genitore della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle singole rette. Per i bimbi già iscritti al nido verrà riconosciuto l’importo spettante dal 1° gennaio scorso, data di entrata in vigore delle norme che hanno introdotto il contributo.

Invece, nel caso di assistenza a casa, l’importo verrà versato in un’unica soluzione dall’Inps.

Chi può richiedere il Bonus Nido

Possono richiedere il contributo tutti i genitori che posseggono, al momento della presentazione della domanda, i seguenti requisiti:

– Cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni – Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), ovvero una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt. 10 e 17 del D.Lgs. n.30/2007. Ai fini del presente beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria (art. 27 del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251). I cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno considerato valido ai fini del bonus autocertificano il possesso di tale titolo inserendone gli estremi nella domanda telematica (numero identificativo attestazione; autorità che lo ha rilasciata; data di rilascio; termine di validità). Le verifiche dei titoli di soggiorno sono effettuate dall’INPS mediante accesso alle banche dati rese disponibili dal Ministero degli Interni e da altre Amministrazioni. All’esito di tali verifiche, la sede INPS territorialmente competente potrà richiedere l’esibizione del titolo di soggiorno qualora ciò si renda necessario per esigenze istruttorie.

– residenza in Italia;

Presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata da chi ha sostenuto la spesa per il nido. In caso di supporto presso la propria abitazione, il richiedente deve coabitare con il figlio ed avere dimora abituale nello stesso Comune.

La domanda può essere presentata a partire dal prossimo 17 luglio, fino al 31 dicembre 2017.

Le modalità previste sono:

–      on line tramite i servizi telematici dell’Inps;

–      via telefono chiamando il Contact Center dell’istituto al numero verde 803.164 gratuito da rete fissa o il numero 06164.164 da rete mobile (con tariffazione a carico);

–      di persona rivolgendosi ad un patronato.

Il richiedente può scegliere l’accreditamento del bonus fra le 4 opzioni:

–      bonifico domiciliato

–      accredito su conto corrente bancario o postale

–      libretto postale

–      carta prepagata con IBAN.

E’ utile ricordare, che ogni mese il richiedente deve confermare che i requisiti sono invariati rispetto a quanto dichiarato nella domanda.

L’erogazione dell’assegno è interrotta in caso di perdita di uno dei requisiti di legge o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.

Inoltre, l’INPS interrompe l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva conoscenza di uno dei seguenti eventi che determinano decadenza (ad esempio: perdita della cittadinanza, decesso del genitore richiedente, decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale, affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda; affidamento del minore a terzi).

In totale, in favore di questo provvedimento, sono stati stanziati 144 milioni di euroQuando verrà esaurito il platfond, l’Inps non accoglierà ulteriori domande.

Qui la Circolare INPS