Accordo per trasformare le case cantoniere in strutture turistiche

Accordo per trasformare le case cantoniere in strutture turistiche

ANAS: AL VIA PROGETTO PILOTA PER VALORIZZAZIONE CASE CANTONIERE

Testo in formato di trasmissione sottoscritto accordo con Mit, Mibact e Demanio

Roma, 16 dic. (AdnKronos) – Da Saint Rhemy en Bosses ad Altamura, da Ponte di Legno a Matera: trenta storiche case cantoniere dell’Anas, situate su circuiti culturali-turistici apriranno le proprie porte ai viaggiatori trasformandosi in ostelli, pensioni e punti di ristorazione con le specialità enogastronomiche delle diverse aree regionali italiane. È questo l’obiettivo del progetto pilota varato oggi con la firma dell’accordo per la riqualificazione e il riuso di beni pubblici, proprio a partire dalla case cantoniere, A sottoscriverlo, il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, e dal direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi.

Il progetto di valorizzazione parte, dunque, con un primo ‘pacchetto’ di 30 case cantoniere individuate su tutto il territorio nazionale. Si tratta di immobili di particolare interesse presenti in prossimità di specifiche reti e circuiti culturali, turistici d di mobilità quali i percorsi turistici dell’Alta Lombardia, la via Francigena e il tracciato dell’Appia Antica, il Cmamino di San Francesco La Verna-Assisi e il Cammino di San Domenico. In questo progetto, l’Anas, ha spiegato Armani, si farà carico della ristrutturazione dell’immobile, prevedendo una spesa di circa 200 mila euro per ciascuna unità, e definirà lo standard di servizi che dovranno essere resi disponibili in modo tale da garantire la massima uniformità all’intera rete. Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno prossimo e subito dopo partiranno i relativi bandi.

Nei prossimi mesi saranno, quindi, definiti i piani di utilizzo (turismo, cultura, accoglienza, ristorazione, ospitalità) delle case cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attivitA di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità. per la gestione delle case cantoniere si guarda a giovani imprenditori selezionati sulla base della capacità e dei progetti presentati.Su tutto il territorio nazionale, l’Anas possiede 1.244 case cantoniere, di cui 607 sono utilizzate a vario titolo, uso istituzionale o di supporto alle attività di esercizio) di cui il 35% indisponibile per la valorizzazione perchè sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico.

Il progetto pilota sara’ pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi. “Bisogna valorizzare la bellezza italiana che e’ dappertutto, non soltanto nelle grandi Capitali dell’arte, e valorizzare tutte quelle forme di turismo colto, intelligente e sostenibile che portano ricchezza, con persone che vengono in Italia perche’ vogliono la qualita’”, ha detto il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, intervenuto nella ex sala operativa nazionale dell’Anas di via Portuense, a Roma, per la firma del protocollo. “Le Case cantoniere sono un patrimonio straordinario- ha aggiunto- sono piu’ di mille e appartengono ai nostri ricordi, sono un formidabile marchio italiano, un brand che diventera’ conosciuto nel mondo”.
Tema centrale dell’iniziativa, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, “e’ il paradigma della politica di cura e manutenzione del territorio, decisiva per fare recuperare al Paese pezzi di economia. Dobbiamo fare in modo che dopo questi primi 30 progetti, si arrivi presto a qualche centinaio, perche’ solo cosi’ nel mondo si potra’ raccontare quello che l’Italia sta facendo”. Insieme a Franceschini eDelrio, a siglare l’intesa per la valorizzazione delle Case cantoniere, anche il presidente di Anas Spa, Gianni Vittorio Armani, e il direttore generale dell’agenzia del Demanio, Roberto Reggi.

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